24-01-2006

Buonasera, mio zio di anni 55 è stato operato lo

Buonasera, Mio zio di anni 55 è stato operato lo scorso agosto 2004 per un presunto polipo intestinale. Asportato questo polipo "sentinella" ecco la sorpresa, il chirurgo trova una altra massa tumefatta e in sede da chissa' quanto tempo. (mai rilevata durante le ecografie e le TAC pre-operatoprie) Dopo l'intervento abbiamo contattato l'oncologo che attualmente lo segue, iniziando un percorso chemioterapico senza alcun esito. Devo precisare che gia' dal primo momento il medico disse che la situaizone era abbastanza seria poiche' risultavano all'istologico diversi linfonodi positivi. Mio zio ha seguito dallo scorso dicembre 2004 fino a qualche mese fa vari tipi di terapia (Folfiri- Folfox) e in ultimo cura con Capecitabina (senza alcun segno di miglioramento, anzi). Allo stato attuale la situazione si presenta drammatica, dalla tac si evidenzia una lesione al fegato molto estesa e la comparsa di due nodulazioni polmonari che nella precedente Tac di settembre non esistevano. La malattia sta progredendo velocemente, ci sono purtroppo metastasi epatiche e polmonari da K dell'intestino. A seguito dell'utlima tac l'oncologo ha richiesto con urgenza i vetrini del Tumore asportato, ritirati questi ultimi alla patologia clinica dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli ha fatto eseguire al paziente una ecografia al fegato che mostra evidenti segni della malattia in progressione. Mio zio sta assumendo un colorito giallastro, la situazione sta precipitando, si è recato in ospedale per aspirazione tramite sonda della Bile che versa nell'addome, ma il medico lo ha ricoverato date le condizioni generali compromesse,avendo avuto per un mese sempre la febbre tutti i giorni, hanno eseguito analisi di routine per il fegato (transaminasi ecc) e tutti i valori risultano essere sballati. Il Professore (epatologo) che lo ha seguito in questo ultimo periodo ha detto chiaramente che questa è l'ultima "spiaggia", cioe' tentare di aspirare la bile per cercare e vedere se possibile fare una nuova chemioterapia, immaginate l'angoscia e il dolore di chi vede la vita del proprio caro sfuggire cosi dalle mani e in cosi poco tempo. Dopo una settimana durante la quale gli hanno somministrato antibiotici e fatto cure varie per l'infezione, mio zio ha subito due interventi per il drenaggio della bile (il primo non riuscito). Hanno eseguito successivamente una ecografia speciale al fegato dalla quale hanno riscontrato che i vasi sanguigni sono coperti dalla malattia, io sinceramente non so cosa significhi tecnicamente ma credo che sia una cosa molto grave. A quel punto il medico lo ha dimesso dicendo che non potevano fare piu nulla. Adesso lui è a casa ed ha fisso un sacchetto dove la bile viene continuamente riversata. La bilirubina adesso è a 2,4 (prima a 14). Lui è abbandonato a se stesso, depresso e umilato nel corpo e nell'anima, sta perdendo peso, ha dolori dappertutto, accusa forti dolori alle spalle, ma è il tumore che è ai polmoni... Abbiamo contattato l'ANT ASSOCIAZIONE che dovrebbe assistere i malati di tumore a casa con assitenza fisica e psicologica ma noi viviamo a Napoli che è uguale a come dire che viviamo in Africa, l'assitenza non è continua e bisogna chiedere e telefonare ogni volta affinche questi medici facciano la carita' di venire.... mi fa schifo tutto...... perdoni lo sfogo ma non è giusto e non è possibile vedere morire qualcuno senza poter alzare un solo dito, l'epatologo sa cosa ci ha detto? Che se il suo collega oncologo lo avesso mandato prima da lui forse le cose sarebbero andate diversamente, ma come è possibile che tra di loro certi medici si screditino in questo modo infondendo altri dubbi nelle persone che già vivono un simile dramma? Io sto letteralmente impazzendo avendo anche il mio papa' afffetto dallo stesso crudele male da tre anni, cerco e ricerco su internet imbattendomi in vari siti di medicina, ho letto che ci sono ospedali specializzato per la cura dei tumori epatici e delle vie biliari e soprattutto volevo maggiori informazioni sul CyberKnife, leggevo del centro di Roma dove si pratica la ipertermia o la stereotassica, ma fino a che punto possono essere tentate nuove tecniche su un paziente con una situazione assai complessa e gia' definito in stadio terminale dai medici? Io sono di Napoli, e non metto in dubbio il buon operato dei medici che seguono mio zio, ma tante volte ho la sensazione che forse si potrebbe consigliare, proporre qualcosa di piu. Ho letto della termo.ablazione, alcolizzazione, resezione epatica, perchè non ci dicono nulla, se ci fosse anche una sola possibilita' si tenterebbe il tutto per tutto. Vi prego datemi una risposta, siamo disperati. Luisa, Napoli.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Un po’ di chiarezza: suo zio ha fatto tutte le cure che erano indicate per un tumore molto aggressivo; oggi ha diritto ad una assistenza domiciliare e ad una terapia palliativa adeguata, deve coinvolgere il medico di famiglia. Se le cose sono state espresse come riportate è molto scorretto l’atteggiamento del collega epatologo. Non perda tempo alla ricerca di soluzioni che non esistono ma stia vicino a suo zio e a suo padre.
TAG: Oncologia | Tumori