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09-11-2013

calcolo sottogiuntale

Buongiorno, sono un fortunato new entry nella categoria dei calcoli renali, la mia prima colica (abbastanza violenta) l ho avuto circa una settimana fa, ho 47 e fino a quel giorno non avevo mai avuto alcun problema legato alle vie urinarie, dopo l'ingresso al pronto soccorso e le relative iniezioni anti dolorifiche ho poi nei giorni successivi eseguito il percorso di ricerca per capire dimensioni e posizionamento del calcolo, cosa resa possibile solo da una tac perchè con l'ecografia non si vedeva nulla. risultato: calcolo della dimensione di circa 9 mm praticamente bloccato appena fuori dal rene (pare circa 1cm fuori dal rene) che durante quel paio di giorni di coliche deve aver lacerato e quindi si trovavano evidenti tracce di sangue visibili bennissimo anche a occhio (urina rosso pomodoro...) dal terzo gg il dolore si è limitato alla parte laterale e dorsale attorno al rene, mai avvertito bruciori o dolori all'inguine e soprattutto dal terzo giorno sempre urinato liquido pressochè trasparente e incolore, prova secondo me che sta funzionando solo il rene sano. Sento una forte sensazione di pressione e rigonfiamento del rene in questione, infatti la tac rilevava che già dopo soli 2 gg si era già dilatato.. Altra nota dolente ho avuto febbre continua (circa 37 e mezzo/38) per 5 giorni a fila duranti i quali non prendevo antidolorifici perchè il dolore era diciamo sopportabile o nullo ma ho comunque preso antibiotici tutti i giorni finche la febbre è sparita (ciprofloxacina sandoz compresse ). Tutto questo mio lungo papiro per chiedere una cosa molto semplice: ha senso che io mi metta a bere tanto e quindi affrontare i rimanenti 10cm di percorso che dovrà fare nell'uretere per raggiungere la vescica quando si è già bloccato ora appena fuori dal rene di 1 solo cm? e soprattutto, se fosse come prevedo che il rene non sta funzionando non è meglio rimuovere il calcolo forzatamente e immediatamente? Perchè a me questa storia del "bere tanto" mi sa un po troppo di superficiale e generalizzata e quindi un po sempliciotta rispetto alle infinite varianti che si possono avere in caso di coliche. anche tenendo conto che rimanere a rischio di coliche vuol dire essere una mina vagante in caso uno per lavoro debba viaggiare molto di notte. La dimensione di quasi 1cm di diametro e la relativa posizione immobile appena fuori dal rene non sono condizioni sufficente per scegliere la strada della frantumazione secondo voi? Credo che insistero per un esame di controllo con contrasto per vedere se almeno il rene riesce a sfogare qualche goccia, in caso fosse totalmente bloccato vi prego di consigliarmi la strada + corta per l'eliminazione di questa scocciatura. grazie per la pazienza di aver letto tutto buon lavoro ALBERTO
Risposta

Gentile Signore,

un calcolo di 9 mm ha possibilità assolutamente minime di riuscire a progredire lungo un uretere normale, in particolare se dallo stesso non sono mai transitati altri calcoli in precedenza. In ogni caso, la progressione non è MAI causata dalla spinta del flusso dell'urina, ma solamente dalla compiacenza delle preti dell'uretere. I calcoli non sono "pallini da caccia", ma presentano perlopiù superficie scabra ed irregolarità che tendono ad "aggrapparsi" alla mucosa. La spinta posteriore rischia di "incastrare" il calcolo sempre di più, oltre ovviamente a sovraccaricare il rene soprastante, scatenando inutile dolore. Pertanto l'urologia moderna sconfessa l'inveterata abitudine di consigliare i famigerati "colpi d'acqua". Bere molto è salutare, in particolare per chi ha un rischio elevato di formare calcoli, ma sono altri i momenti in cui questo è indicato, non certamente in situazione acuta. Tuttio questo riassume quanto riportato nel nostro articolo:

http://www.medicitalia.it/minforma/Urologia/1194/Coliche-renali-Trattare-i-sintomi-o-risolvere-il-problema

del quale le consigliamo comunque la lettura.

Per venire al suo caso specifico, ancor di più perché si è già manifestata febbre (fortunatamente risolta), le indicazioni sono senz'altro quelle di rimuovere il calcolo con una certa sollecitudine mediante una uretero-renoscopia operativa con strumento flessibile e fibra laser Olmio. Si tratta di un intervento a minima invasività, effettuato esclusivamente attraverso le vie urinarie naturali, eseguibile perlopiù in anestesia periferica ed ospedalizzazione diurna. L'applicazione delle onde d'urto dall'esterno (litotrissia extracosporea - ESWL) sarebbe efficace per calcoli all'interno del rene, poco o nulla invece per i calcoli già incastrati nell'uretere, in particolare se fermi da qualche tempo. Le consigliamo di contattare quanto prima un professionista od una struttura specialistica con particolare competenza in questo tipo di interventi.

Saluti

TAG: Reni e vie urinarie | Urologia
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