Salve buonasera dottore. Sono una donna di 52 anni che da circa un mese, dopo un dolore all'epicondrio destro, brividi e febbre 37,5/38° nausea e vomito che durano circa tre giorni dopo di che mi reco dal mio dottore ecografista che scopre una idronefrosi di II grado al mio rene destro.Probabile calcolo al momento non evidente all'ecografia. Mi consiglia ciproxin 500 per due al giorno e controllo dopo qualche giorno, Al controllo successivo oltre all'idronefrosi di II grado si evidenzia anche una dilatazione dell'uretere fino a circa 2 cm dallo sbocco in vescica, ed apprezzamento di un'immagine all'ecografo da probabile calcolo incuneato in uretere. Continua ciproxin 500 e controllo dopo qualche giorno ancora dove idronefrosi regredita ad un I grado e qualche linea di febbre ancora presente ma non più evidente dilatazione dell'uretere.Pratico urografia endovenosa da cui si evince un probabile inginocchiamento del giunto pielo-ureterale, ed immagine dell'uretere destro non visibile mentre è presente quello sinistro, il radiologo consiglia la posizione prona durante l'urografia e cosi si apprezza l'uretere di destra nel quale e presente una tardiva eliminazione del mezzo di contrasto iniettato.Idronefrosi di I grado sempre presente.pratico indagini di laboratorio tra cui ves e pcr emocromo ed esame urine.al primo prelievo ves 51 e pcr 21.6 mentre il numero dei bianchi è normale, emazie presenti nelle urine con numero di 50.al secondo prelievo ves 13 e pcr 19.5 mentre le emazie sono 40 e numero di gb normale.E' possibile che sia presente un secondo o più calcoli sottogiuntale non evidenziati o non visti dal radiologo e né dall'ecografista? Mentre il primo che ostruiva l'uretere è stato eliminato? Se inginocchiamento del giunto pielo-ureterale fosse presente come è possibile che si sia avuta la dilatazione dell'uretere, visto che il giunto in questione si trova a monte dell'uretere?Potrebbe essere utile praticare ureterepielografia retrograda per fare stare tutti tranquilli, questo è quanto a proposto urologo.