31-08-2016

Cicatrice al labbro molto dolorosa, cosa fare?

Il 4 maggio ho subito, per caduta accidentale, un trauma al viso con cicatrice al labbro superiore dx. Non sono andata al pronto soccorso per suturare la ferita, per cui la cicatrice formatasi, antiestetica per la presenza di un leggero gonfiore, ha cominciato a dolermi e a tirare in modo costante.
Il mio medico, dopo un mese dall'accaduto, mi ha suggerito di andare dal chirurgo plastico che ha ipotizzato un ematoma organizzato, richiedendo un'ecografia. L'esame ha confermato le ipotesi del chirurgo.
Il referto dell'ecografia riportava: Rilievi us compatibili con ematoma organizzato cutaneo e sottocutaneo a losanga di 9,7 x 5,1 x 3,3 mm ca.. Per cui il chirurgo plastico è intervenuto il 24 giugno per la rimozione dell'ematoma. L'intervento è stato fatto dall'interno con punti riassorbibili. Ma poi il chirurgo ha fatto anche la revisione della cicatrice del trauma, con l'escissione dall'esterno e con punti di sutura rimovibili. Questa seconda parte dell'intervento stranamente non era stata concordata. A conclusione dell'intervento mi ha spiegato che aveva rimosso l'ematoma, riaccostando i lembi del muscolo con un punto di sutura e di aver escisso la parte dura della vecchia cicatrice. Anche se esteticamente c'è stata una certa miglioria della cicatrice, il dolore continua a persistere ininterrottamente. Il dolore è di tipo crampiforme e mordente ed è costante; inoltre avverto costante tensione alla cicatrice. In effetti toccando il labbro c'è una zona estremamente dura al tatto.
Il chirurgo dopo l'intervento mi ha dato come terapia i massaggi con una pomata per ripristinare il trofismo cutaneo. Ho anche fatto un ciclo di 14 massaggi fisioterapici, ed il fisioterapista mi ha parlato di aderenze, che non è riuscito comunque a scollare. Infine la sensibilità del labbro nella zona cicatriziale è molto ridotta. Il medico di base mi ha prescritto potenti antidolorifici che non hanno fatto alcun effetto ( Ketoprofene, Tachidol, Contramal).

Sono tornata qualche giorno fa dal chirurgo plastico che non sa spiegarsi la causa del dolore e mi ha prescritto l'ecografia. Io ho ipotizzato un intrappolamento delle terminazioni nervose nella cicatrice o eventuale lesione delle stesse. Non ho comunque nessuna intenzione di sottopormi ad un nuovo intervento chirurgico, neanche tra un anno, perché ritengo che il problema delle terminazioni nervose intrappolate nella cicatrice non è risolvibile con un nuovo intervento che procurerebbe una nuova cicatrice.
Un neurologo mi ha prescritto il GAVAPENTIN come terapia antidolore per dare tregua a questo tremendo ed incessante dolore, a causa dei continui movimenti del labbro. Inutile dire che convivere con un simile dolore è impossibile, anche a causa dei forti effetti invalidanti.
Il referto dell'ecografia è il seguente: esito cicatriziale ben consolidato e con maggiore asse trasversale in sede mediana e paramediana dx (8,6 x3,2 mm ca), in via di consolidamento e con decorso verticale, ipo++, a dx (6,0 x 1,7 mm ca). In quest'ultima sede concomita iperemia flogistica alla valutazione eco-color Power Doppler dedicata al micro-circolo.
Il chirurgo mi ha parlato di infiltrazioni intralesionali di cortisone, ma sinceramente ho perso purtroppo la fiducia in lui, anche perché non ha saputo diagnosticare la causa del dolore. Volevo un vostro parere e se è possibile eventualmente "denervare" (non so se il termine è corretto) le terminazioni nervose compromesse. Grazie per la disponibilità.
Risposta di:
Dr. Danilo De Gregorio
Specialista in Chirurgia plastica‚ ricostruttiva ed estetica
Risposta
Gentile paziente si affidi con fiducia al suo chirurgo ed esegua le infiltrazioni di cortisone così come consigliatole. Vedrà che col tempo la situazione migliorerà, e il cortisone, limitando anche l'edema tissutale perilesionale, che comprime e infiamma i tessuti, risolverà più rapidamente la situazione

Saluti cordiali dr Danilo De Gregorio 
TAG: Chirurgia maxillo-facciale | Chirurgia plastica‚ ricostruttiva ed estetica | Medicina estetica
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