Ipertensione Arteriosa

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Redazione Paginemediche
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L'ipertensione arteriosa consiste nell'innalzamento della pressione del sangue sulle pareti delle arterie oltre i valori normali. L'ipertensione arteriosa è una condizione potenzialmente pericolosa per l'organismo e costituisce un fattore di rischio cardiovascolare. L'ipertensione, inoltre, può causare patologie anche gravi come:

  • retinopatia ipertensiva;
  • nefropatia;
  • cardiopatia;
  • fibrillazione atriale;
  • infarto del miocardio;
  • aneurisma dell'aorta.

La pressione sanguigna è un valore che dipende dal rapporto tra la quantità di sangue che il cuore pompa al minuto e la resistenza arteriosa, ovvero la pressione esercitata dalle pareti delle arterie sul flusso sanguigno. Se uno di questi due valori si alza, aumenterà anche la pressione, come durante un intenso sforzo fisico, oppure quando le arterie non sono abbastanza flessibili o elastiche. La pressione arteriosa ha un valore massimo quando il cuore si contrae (sistole) ed uno minimo quando si rilassa riempiendosi di sangue (diastole).

In condizioni normali, la pressione sistolica (o Massima) è al di sotto dei 120 mmHg e la pressione diastolica (o Minima) e al di sotto degli 80 mmHg.

Ipertensione: che significa?

La pressione del sangue non è costante nel corpo umano perché dipende dalla quantità di sangue e nutrienti di cui i tessuti hanno bisogno in un momento specifico. Il corpo è in grado di compiere aggiustamenti della pressione anche in pochi secondi e senza alcun controllo cosciente, attraverso una complessa interazione tra il sistema nervoso centrale, gli ormoni e le sostanze prodotti a livello delle vene. Quando la pressione del sangue è al di fuori dei range di normalità anche in una situazione di riposo, allora siamo di fronte ad una forma di Ipertensione.
Esistono diverse forme e stadi di Ipertensione. Innanzitutto l’Ipertensione si può distinguere in Ipertensione Primaria e Ipertensione Secondaria; inoltre, la si può classificare in base alla gravità del disturbo, in tre Stadi: Preipertensione, Stadio 1 e Stadio 2.

Ipertensione Primaria

La maggior parte delle persone ipertese soffre di una forma di ipertensione primaria. Questa è il risultato di un’aumento della resistenza vascolare, le cui cause sono spesso ignote. Questa forma di ipertensione può coinvolgere sia la pressione sistolica che diastolica, anche se in alcuni casi l’aumento della pressione riguarda solo la pressione sistemica (detta anche Massima). In questo caso parliamo di Ipertensione Sistolica Isolata ed è la forma più comune di pressione alta per le persone anziane. Con l’età, infatti, le arterie tendono a perdere elasticità e perdono quella capacità di adattarsi ai cambiamenti di flusso sanguigno. I valori di questa forma di ipertensione sono 140 mmHg per la Massima e 89 mmHg o inferiore per la Minima.

Gli stadi dell’Ipertensione arteriosa

Esistono diversi gradi di Ipertensione a seconda di quanto la pressione sanguigna si discosta dai valori normali (120/80 mmHg). Sono riconosciuti in proposito tre stadi della patologia: Preipertensione, Ipertensione Stadio 1 e Ipertensione Stadio 2.

  • Preipertensione. Si parla di Preipertensione se la lettura della pressione sistolica è tra 120 e 139, e quella della pressione diastolica si mantiene tra 80 e 89 mmHg. Il rischio cardiovascolare inizia a salire quando la pressione è oltre i valori di 115/75 mmHg e si duplica ogni 20 punti di incremento della pressione sistemica e ogni 10 punti di incremento della pressione diabolica. Con una pressione che si attesta su questi valori sono sufficienti dei cambiamenti negli stili di vita per riportare la situazione pretoria del sangue nei limiti raccomandati.
  • Ipertensione Stadio 1. Si ha un’Ipertensione allo Stadio 1 quando i valori della pressione sistolica sono compresi tra 140 e 159 e quelli della pressione diastolica tra 90 e 99. Se non ci sono altre patologie a carico dell’apparato cardiovascolare, Diabete o malattie dei reni, si consiglia innanzitutto di modificare il proprio stile di vita e le proprie abitudini alimentari. Il medico inoltre può valutare la necessità di un farmaco per il controllo della pressione.
  • Ipertensione Stadio 2. In questo stadio la pressione sistolica misura almeno 160 mmHg e la pressione diastolica è almeno 100 mmHg. Oltre ai cambiamenti delle abitudini di vita, in questi casi è quasi sempre consigliata l’assunzione di farmaci per abbassare la pressione.

Ipertensione Secondaria

L’ipertensione secondaria emerge come disturbo connesso ad altre patologie, come la Stenosi dell’arteria renale, Iperaldosteronismo, Ipertiroidismo, Sindrome di Cushing, Coartazione dell’aorta, Apnee Notturne.
Inoltre l’ipertensione Secondaria può essere causata dall’assunzione di alcuni medicinali, inclusi medicinali di automedicazione come gli anti-infiammatori non steroidei, decongestionanti nasali e alcuni integratori per la perdita di peso. Inoltre possono portare ad un innalzamento pretorio anche i farmaci per le malattie autoimmuni come i glucocortisoidi e le ciclosporine che provocano un restringimento delle arterie. L’ipertensione può anche essere un effetto collaterale di alcuni medicinali usati per curare la depressione.
Infine, nelle donne in gravidanza si può verificare un aumento della pressione sanguigna intorno alla 20esima settimana. quando una pressione elevata è accompagnata da un eccesso di proteine nelle urine, questa condizione è detta pre-eclampsia. Nella maggioranza dei casi, la pressione torna alla normalità entro sei mesi dal parto.

I sintomi della pressione alta

La maggior parte degli ipertesi non presenta sintomi specifici, questo è il motivo per cui è stata soprannominata “killer silenzioso”. Alcuni segni dell'ipertensione non controllata possono essere: il mal di testa localizzato dietro la nuca, che si manifesta di mattina quando ci si sveglia e scompare spontaneamente dopo alcune ore, i capogiri, le palpitazioni, l'affaticamento, la perdita di sangue dal naso (epistassi), i disturbi della vista e l’impotenza. I campanelli d'allarme più drammatici sono le aritmie cardiache, gli attacchi transitori di ischemia cerebrale (TIA), epistassi, emorragia sottocongiuntivale.

Diagnosi: come si misura la pressione

Misurarsi la pressione regolarmente è il metodo più efficace per diagnosticare precocemente l’ipertensione. La pressione arteriosa si misura utilizzando uno sfigmomanometro a mercurio, o aneroide, o mediante oscillometro semiautomatico.
Prima della misurazione il paziente deve restare seduto per alcuni minuti. Si posiziona il manicotto sulla cute del braccio all'altezza del cuore e si procede alla misurazione della pressione massima e minima, definite rispettivamente dalla comparsa e dalla scomparsa di un battito rilevabile con un fonendoscopio. La posizione ottimale è stare con entrambi i piedi sul pavimento e le braccia in posizione di riposo, preferibilmente appoggiate al tavolo.
La prima volta è opportuno misurare la pressione arteriosa da entrambe le braccia per identificare eventuali disturbi della circolazione periferica. In caso di valori differenti sarà considerato quello più elevato; il braccio a rilevazione più elevata (braccio dominante) dovrà essere utilizzato per le misurazioni successive.
Per ottenere dei valori affidabili è bene non assumere caffeina e non fumare nei 30 minuti prima del test. Se la pressione è al di sotto dei 120/80 mmHg si parla di ipotensione.

Ipertensione arteriosa: epidemiologia

Si stima che l'incidenza dell'ipertensione sulla popolazione italiana sia del 25% (circa 15 milioni), di questi solo il 50% sa di essere iperteso, e più del 60 % non raggiunge target pressori adeguati con la terapia prescritta, nonostante sia in cura da un medico. Tra i fattori di rischio per la mortalità per malattie cardiovascolari, l’ipertensione spiega il 40 % dei decessi per ictus e il 25 % di quelli per malattia coronarica. Per quanto riguarda i valori pressori e la distribuzione, secondo i dati di una indagine condotta dall’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare tra il 2008 e il 2012 in tutte le regione d’Italia, la pressione sistemica (Pas) media è di 134mmHg negli uomini e 129 mmHg nelle donne tra i 35 e i 79 anni; i valori, sempre più alti negli uomini rispetto alle donne, sono più elevati al Nord e al Sud rispetto al Centro. La pressione diastolica (Pad) mostra un andamento analogo. Complessivamente più del 50% degli uomini e più del 40% delle donne sono ipertesi; si discostano da questi valori solo le donne dell’Italia centrale (38%). Anche per quanto riguarda il trattamento antipertensivo il quadro appare migliore per le donne: gli uomini sono più trattati perché maggiore è la prevalenza dell’ipertensione, ma le donne ipertese non trattate sono di meno (33%) rispetto agli uomini ipertesi non trattati (43%). Questo andamento è simile in tutte le regioni d'Italia; da notare che la proporzione di uomini ipertesi trattati è maggiore al Sud (ipertesi trattati 64%, ipertesi non trattati 36%, rispetto al 56% e al 50% degli uomini ipertesi che sono trattati al Centro e al Nord).

    Fattori di rischio e prevenzione

    Una maggiore consapevolezza di quali sono i fattori che espongono al rischio di ipertensione è importante per poter prevenire patologie a carico dell’apparato cardiovascolare. I fattori che rendono un individuo più incline a sviluppare l’ipertensione sono:

    • la familiarità
    • l’avanzare dell’età
    • il sesso.

    Le donne, infatti, se fino a 55 anni circa sono meno propense a sviluppare una pressione del sangue alta, dopo la menopausa sono a grande rischio a causa dei cambiamenti ormonali.

    Altri fattori di rischio sono:

    • uno stile di vita poco sano
    • un’alimentazione ricca di grassi
    • eccesso di sale negli alimenti
    • una vita sedentaria
    • l’alcol
    • il fumo
    • la mancanza di attività fisica regolare
    • stress

    Anche le situazioni di tensione sono assolutamente da evitare per prevenire la pressione alta. Queste, infatti, provocano una risposta ormonale che prepara il corpo l’azione, il battito del cuore aumenta e una maggiore quantità di sangue viene pompata dal cuore. Se questa condizione è prolungata nel tempo provoca degli effetti nocivi tra cui l’incremento della pressione sanguigna. Per queste ragioni, è fondamentale imparare delle strategie di gestione dello stress, facendo esercizi di rilassamento e riposando a sufficienza.
    In generale, uno stile di vita salutare è fondamentale per tenere la pressione sotto controllo, per prevenire i rischi cardiovascolari e curare livelli di pressione alta: evitare il fumo, mangiare cibi ricchi di vitamine e fibre, assumere poco sale, fare attività fisica regolare, evitare lo stress e controllare il peso. Secondo diversi studi clinici, i cambiamenti nello stile di vita aiutano concretamente a controllare la pressione del sangue, sia in associazione alla terapia farmacologica sia in sua assenza.

    Leggi il Punto di Vista dell'esperto:
    I cambiamenti degli stili di vita sono fondamentali per la riduzione della pressione arteriosa in maniera fisiologica.
    31/08/2017
    11/05/2016
    TAG: Cardiologia | Ipertensione | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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