

Salve, mi sono accompagnata ormai da 5 mesi che un uomo che sta affrontando una separazione, il 28/11 avrà luogo la prima firma di divorzio consensuale, non hanno nè avuto figli nè acquisiti in comune.
Da quando è iniziata la separazione lei non ha fatto altro che mandare mille messaggi di odio, nonostante le fosse ripetuto che non doveva contattarlo se non per quanto riguarda le varie firme per separazione e divorzio. A quel punto, data l’insistenza, viene bloccata su whatsapp. Da poco ha iniziato con gli sms e tramite persone comune.
Questo comportamento mi da molto fastidio, cerco di stare al mio posto e di non intromettermi, nemmeno nei pensieri del mio compagno, ma ora sono al limite. Lei si sente ancora in diritto di poter dire e fare quello che vuole dato che è sua moglie, facendo sentire me in diritto di niente. Nonostante io sia la scelta del mio compagno. Vorrei un aiuto per capire come comportarmi e fare in modo che lei non scriva più. So che continuerà anche dopo l’ultima firma , “perché sta affrontando le fasi del lutto”, ma a me delle fasi di questa persona non interessa, perché ci sono anche i miei di sentimenti. Ho accettato tutto il pacchetto quando ho conosciuto il mio compagno, ma ho accettato il suo passato che starebbe poi terminato, non ho accettato continue intromissioni
Gentile utente,
capisco la frustrazione che esprime e ha tutto il diritto di sentirsi come si sente.
Detto questo, mi permetta di offrirle una prospettiva che potrebbe aiutarla a gestire la situazione con meno peso emotivo.
Quello che descrive nella ex moglie — i messaggi ossessivi, l'incapacità di accettare la realtà, il tentativo di mantenere un controllo attraverso terze persone — è un quadro abbastanza classico di chi sta attraversando una perdita significativa in modo non elaborato. Non lo dico per giustificarla, ma perché capire il meccanismo aiuta a non prenderlo sul personale. I suoi messaggi non parlano di lei — parlano del dolore di quella persona. Questo non li rende accettabili, ma li rende meno potenti se riesce a vederli per quello che sono.
Il punto più importante che vedo nella sua situazione è però un altro: lei descrive il fastidio per i comportamenti della ex, ma il vero nodo sembra essere il rapporto con il suo compagno e come lui gestisce questa situazione. È lui che deve definire con chiarezza i confini — non solo bloccandola su WhatsApp, ma anche attraverso le persone comuni, e se necessario con una comunicazione formale tramite i rispettivi legali che limiti i contatti a quelli strettamente necessari per le pratiche burocratiche.
Se questo non sta accadendo con la fermezza necessaria, è lì che vale la pena aprire una conversazione.
Sul piano pratico, se i messaggi dovessero continuare dopo il divorzio in modo sistematico e oppressivo, esistono strumenti legali — dalla diffida all'ammonimento del questore — che possono essere valutati con un avvocato.
Sul piano personale invece, se sente che la situazione la sta logorando, uno spazio di supporto psicologico individuale potrebbe aiutarla a gestire le emozioni senza che questo peso ricada interamente sulla coppia.
Federico Baranzini - Psicoterapeuta a Milano