14-03-2018

Contagio e test HIV

Salve gentili dottori,

innanzitutto colgo l'occasione per ringraziarvi del magnifico lavoro che ogni giorno svolgete con passione ed altruismo.

Sono un ragazzo di 25 anni altezza 1.76 peso 70kg, Ho già cercato di farmi chiarezza da solo cercando un po' qua e la sul net ma come immaginate i dubbi in questione sono tanti e davvero complicati.

Senza dilungarmi oltre, ho avuto un rapporto a rischio a metà novembre 2017 o comunque non oltre giorno 17 dello stesso mese, primo test per gli anticorpi HIV 1-2 eseguito giorno 24 dello stesso mese (purtroppo già so di averlo fatto troppo presto ma l'ansia in queste occasioni prende il sopravvento) , che recitava un valore di 0.759 con la dicitura accanto "assenti". Arrivati i primi di marzo 2018 comincio a riscontrare linfoadenopatia nello specifico linfonodi laterocervicali sovraclaveari e inguinali, qualche giorno di frebbicola non oltre i 37.3° e un forte raffreddore mutato poi in tosse con bruciore al petto, emocromo ok salvo linfociti e monociti al di sopra del range di valori considerati standard, ves 13 (0-25) e proteina C reattiva 1.7 (0-0.5).

Eseguo di nuovo il test per HIV il 7 marzo 2018, stavolta senza valori numerici, soltanto le diciture "negativo" e "assenti", quindi diciamo qualche giorno oltre il cosiddetto "periodo finestra" (ho fatto il conto sono più di 100 giorni). In tutto questo il medico di base mi ha detto che probabilmente si tratta di mononucleosi per la quale sto ancora aspettando il risultato delle analisi, solo che io la notte non ci dormo più.

Dunque le mie domande sono:

*Quel valore citato nel referto (0.759) a cosa corrisponde? se la positività sia comunque riscontratata per valori >1 non sarebbe comunque alto?

*Posso considerare il secondo test come definitivo in quanto fatto oltre 90 giorni dal rapporto a rischio?

Grazie anticipatamente, spero di fugare ogni dubbio e tornare alla mia vecchia vita di sempre

Risposta di:
Dr. Pietro Di GregorioDottore Premium
Specialista in Gastroenterologia e Malattie infettive
Risposta

il 2° test è da considerare definitivo, se come ritengo, è di ultima generazione. Va comunque ripetuto a sei mesi dall'"evento".

TAG: Esami | Giovani | Infezioni | Malattie infettive | Organi Sessuali
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