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12-06-2013

Decorso della malattia "incredibilmente" favorevole

Gentile Dottore sono una figlia credo come tutte le figlie disperata mi trovo in un momento di confusione pur essendo al corrente e consapevole della malattia del mio papa'.Arrivo al dunque nel dicembre 2011 dopo diversi mesi di forti dolori addominali a mio papa' a seguito di un ricovero viene diagnosticata una carcinosi peritoneale in stato molto avanzato con diverso liquido ascitico vengono fatti tutti gli accertamenti prelevato il liquido e si arriva alla conclusione che non vi e' niente da fare.Da qui una subocclusione intestinale che si risolve spontaneamente e la decisione di iniziare la chemioterapia con scarsi risultati a detta dei medici.Cosi inizia la chemioterapia che da subito si rivela molto efficace e che papa' regge bene tengo a precisare cheARRIVO'A pesaRE 45 kg.dopo il primo ciclo si deve fermare perché ha un versamento pleurico polmonare che si risolve in breve tempo senza lasciare strascichi .Papa' va avanti con le sue chemio inizia a mettere su peso va di corpo regolarmente e dopo sei mesi la prima tac da' risultati stupefacenti noduli al fegato notevolmente ridotti e carcinosi arrestata Tutto scorre molto bene fino a gennaio 2013 con altre tac che dimostrano che i segmenti di noduli al fegato sono spariti ne rimane uno solo di un cm da diversi che ne aveva.Subentra una complicanza dopo un brutto movimento arriva un doloroso mal di schiena sottoposto subito a risonanza si vede che una vertebra e' scesa ma non vi sono metastasi,cosi iniziamo un cammino fatto di antidolorifici 70 punture di voltare e lixidol senza giovamento portando cosi' paap' ad una sospetta perforazione intestinale sta malissimo viene ricoverato con globuli bianchi quasi assenti e ci vengono date poche ore di vita.Il giorno dopo papa' si riprende e gli esami risalgono in maniera straordinaria.Viene abbandonata la chemio dicendoci che sarebbe troppo pericoloso e che comunque il dolore alla schiena li fa pensare a metastasi senZa accertamenti ci viene detto questo perché comunque e' a detta dei medici il decorso della malattia.Cosi ci si ritrova a casa con la terapia del dolore che si trova un paziente a detta loro non terminale con dolore che sono riusciti a controllare e che con i giorni vengono diminuiti gli antidolorifici e il dolore non aumenta.MIO PAPA' VA DI CORPO MANGIA PESA 62 KG E A PARTE QUESTO DOLORE ALLA SCHIENA NON VI SONO SEGNI CHE LA MALATTIA SIA ANDATA AVANTI .l'ADDOME E' MORBIDO NON GONFIO E NON DOLENTE.NON RIESCO A CAPIRE PUR ESSENDO CONSAPEVOLE DI TUTTO MI CREDA COSA FARE SE VI E' POSSIBILITA' DI CURARE QUESTA VERTEBRA PECHE' COMUNQUE PAPA' HA SEMPRE RISPOSTO BENISSIMO ALLE CURE ES ONO DICIOTTO MESI CHE E' QUI CON NOI PUR AVENDOCI DETTO CHE NON SUPERAVA I 6 MESI,NON SAPPIAMO COSA FARE E CI SENTIAMO ABBANDONATI COME FA' UNA MALATTIA COSI' AGGRESSIVA AD ESSERE FERMA CHIEDO VIVAMENTE CON IL CUORE UN PARERE.DIMENTICAVO MIO PAPA' HA 60 APPENA COMPIUTI.E ANCHE GLI ULTIMI ESAMI DEL SANGUE SONO A POSTO.GRAZIE DI VERO CUORE ATTENDO CON ANSIA UNA PICCOLA RISPOSTA.VERA
Risposta di:
Dr. Piero Gaglia
Specialista in Chirurgia generale e Oncologia
Risposta

 Gent. Sig.ra

Scusi il termine "incredibilmente". Voglio solo dire che un'evoluzione cosi' favorevole della carcinosi peritoneale con sola chemioterapia sistemica (che di solito e' inefficace nelle metastasi) e' del tutto non frequente.

Questo dimostra che ogni soggetto fa storia a se', al di la' delle probabilita' statistiche.

Per quanto riguarda la vertebra, il trattamento piu' logico, a mio avviso, e' una radioterapia mirata, che e' utile, almeno per il controllo del dolore a lungo termine, sia che si tratti di un crollo vertebrale dovuto a una erosione metastatica oppure che sia dovuto a una semplice osteopenia non neoplastica.

Per quanto riguarda il quadro clinico in generale, ho troppo pochi dati per esprimere un parere. Il primo quesito e' capire se si tratti di una carcinosi peritoneale secondaria a un tumore (intestinale a esempio) oppure sia una carcinosi primitiva (da mesotelioma peritoneale a esempio). Mi sembra di capire che questa diagnosi differenziale non sia stata possibile.

 Il trattamento specifico della carcinosi peritoneale e' la chirugia radicale con chemioipertemia. Trattamento complesso, ricco di complicanze, la cui indicazione deve essere attentamente valutata, ma l'unico che di norma puo' dare (purtroppo solo in un 20% dei casi nei quali e' fattibile) una lunga sopravvivenza.

Il cancro puo' essere considerato (con molta approssimazione e fantasia) un parassita del corpo umano, cosi' "stupido" da finire per uccidere il corpo parassitato e quindi a determinare la sua stessa morte. Questo rapporto (o lotta, se si preferisce) puo' avere momenti anche lunghi di temporaneo equilibrio, come nel caso di Suo padre.

Il problema clinico e' quello se sia opportuno intervenire con una "cura", perche' prima o poi, di norma, il tumore rompe a suo favore questo equilibrio oppure se aspettare perche' la cura portebbe si' essere efficace ma anche anticipare la rottura dell'equilibrio tumore-ospite.

Il "che fare" e' una decisione impegnativa che richiede un profondo studio del caso.

A Sua disposizione

dott. Piero Gaglia

TAG: Oncologia | Tumori
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