

Salve, volevo chiedere un parere medico dopo una brutta esperienza con la cannabis. Circa una settimana fa ero ad una festa con dei miei amici, non avevo bevuto nulla e avevo fumato giusto un paio di sigarette. Più tardi mi venne offerto di fumare una canna, premetto non sono una fumatrice abituale di cannabis (avrò fumato massimo 5 spinelli in vita mia) , accettai e feci massimo 5 o 6 tiri. Dopo quei tiri iniziai a sentire tutti e cinque i sensi alterati soprattutto la vista, non avevo il senso della profondità e riuscivo a malapena a ricordare. Inoltre era come se il mondo attorno a me non fosse reale, mi girava molto la testa e mi sentivo come se stess vivendo in terza persona. Mi misi a dormire per circa un’ora sperando che questa brutta sensazione passasse. Appena mi svegliai l’effetto della canna era svanito, ma la sensazione di non percepire il mondo come reale e di vedere in terza persona era ancora lì. Mi iniziai a fare molto domande e mi iniziai a spaventare chiedendomi se mi fossi rovinata per sempre con quei 5 tiri di canna e se mi sarebbe mai passata questa brutta sensazione. Il giorno dopo mi feci un giro su internet e trovai un disturbo che combaciava esattamente con la mia strana sensazione: la derealizzazione. Mi preoccupai molto leggendo di persone che la avevano da anni e che non erano ancora riuscite a curarla. Questa cosa mi perseguita da una settimana e vorrei solo tornare ad essere normale. Ora mi chiedo, passerà mai questa sensazione? Sono io che mi sto preoccupando troppo? Passerà da sola? Vi prego ho provato a parlarne con un paio di amici ma nessuno ha mai provato questa cosa. Grazie in anticipo
Buongiorno,
la ringrazio per aver raccontato la sua esperienza, che comprendo possa essere stata molto spaventosa, soprattutto perché del tutto inattesa e seguita da sensazioni che, a distanza di una settimana, non sono ancora completamente scomparse.
Vorrei innanzitutto rassicurarla su un punto importante. Quello che descrive è un fenomeno conosciuto e non significa necessariamente che la cannabis le abbia provocato un danno permanente.
La cannabis, soprattutto nelle persone che non ne fanno uso abituale, può provocare reazioni psicologiche anche molto intense, talvolta dopo quantità relativamente modeste. Il suo principale componente psicoattivo, il THC, può alterare temporaneamente la percezione dello spazio, del tempo, della memoria e delle sensazioni corporee. In alcune persone può inoltre scatenare episodi di ansia intensa, panico, depersonalizzazione e derealizzazione.
La derealizzazione consiste nella sensazione che l'ambiente circostante sia irreale, distante, artificiale o simile a un sogno. La depersonalizzazione, invece, riguarda la percezione di sé, come quando si ha l'impressione di osservarsi dall'esterno o di vivere la propria esperienza in terza persona. Nel suo racconto sembrano essere presenti entrambe queste componenti.
Un aspetto importante è che, generalmente, durante questi fenomeni la persona conserva la consapevolezza che si tratta di sensazioni soggettive e non di un'effettiva trasformazione della realtà. È proprio questa discrepanza tra ciò che si percepisce e ciò che razionalmente si sa a generare spesso grande inquietudine.
Ma perché queste sensazioni possono continuare anche quando l'effetto della cannabis è terminato?
Una possibile spiegazione riguarda il ruolo dell'ansia e dell'iperattenzione verso le proprie percezioni. Dopo un'esperienza particolarmente spaventosa, può instaurarsi un circolo vizioso nel quale la persona controlla continuamente se si sente di nuovo normale, nota ogni minima stranezza percettiva, si allarma e finisce involontariamente per amplificare proprio le sensazioni che vorrebbe eliminare.
Anche la ricerca di informazioni su internet, soprattutto quando ci si imbatte in testimonianze di persone che riferiscono sintomi persistenti da anni, può contribuire ad alimentare questa preoccupazione. È importante ricordare che le esperienze raccontate online non rappresentano necessariamente l'evoluzione più probabile del suo caso.
Vengo quindi alla sua domanda principale. Passerà?
In molti casi i fenomeni di depersonalizzazione e derealizzazione comparsi dopo l'assunzione di cannabis tendono ad attenuarsi e a risolversi, soprattutto quando si tratta di un episodio isolato. Non sarebbe tuttavia corretto garantirle che scompariranno spontaneamente o indicarle tempi precisi, perché l'evoluzione può variare da persona a persona.
Nel frattempo le suggerirei di evitare completamente cannabis e altre sostanze psicoattive, limitare gli stimolanti come la caffeina se accentuano l'ansia, mantenere un ritmo sonno-veglia regolare e cercare di proseguire, per quanto possibile, le normali attività quotidiane.
Può essere utile anche provare a non verificare continuamente se il mondo le appare reale o se le sensazioni siano finalmente scomparse. Questo continuo monitoraggio, per quanto comprensibile, rischia infatti di mantenere uno stato di allerta.
Dal momento che i sintomi persistono da una settimana, le consiglierei comunque una valutazione medica, eventualmente seguita da un consulto psichiatrico, per approfondire quanto accaduto ed escludere altre possibili cause. Se dovessero comparire confusione marcata, allucinazioni, gravi alterazioni del comportamento o sintomi neurologici improvvisi, sarebbe invece necessario rivolgersi tempestivamente a un servizio di emergenza.
Vorrei infine lasciarle una considerazione. La paura di essere rimasta per sempre in questa condizione è probabilmente uno degli aspetti più dolorosi della sua esperienza. Ma provare una sensazione di irrealtà non significa aver perso il contatto con la realtà, né essere destinati a convivere indefinitamente con questi sintomi.
Spero che queste spiegazioni possano aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo e, soprattutto, a ridimensionare il timore di essersi danneggiata irreversibilmente. È una condizione che merita attenzione, ma ci sono concrete possibilità di miglioramento.
Cordiali saluti,
Federico Baranzini
Psichiatra e Psicoterapeuta a Milano