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17-12-2013

difficoltoso calo ponderale: possibili soluzioni

Buongiorno, mi trovo in una situazione davvero strana; in seguito ad un aumento di peso dovuto probabilmente al fatto che ho smesso di fumare; mi sono affidata ad una nutrizionista per calare di peso (circa 10Kg da Marzo cioè da quando ho smesso di fumare), mi ha fatto seguire 2 diete di cui la seconda basata su valori specifici (mi ha fatto fare l'impedenzometria) e assunzione di fiale a base di cromo; nessuna di queste 2 diete ha funzionato. Se perdo 4 etti dopo l'attività fisica il giorno dopo li ho già recuperati durante la notte. Vi assicuro di seguire scrupolosamente la dieta.Eseguo regolare attività fisica 3 volte alla settimana, 2 ore di palestra distribuite in cardio e circuiti. Esami del sangue, urine e tiroide effettuati e sembrano regolari. Sofro di gastrite e la nutrizionista ne ha tenuto conto nella stesura della dieta.A questo punto sono a chiedervi questo: penso sia necessario fare una serie di esami al fine di capire che cosa non va in me, ormai è evidente che con la sola dieta senza sapere cosa ci sia sotto effettivamente non posso calare di peso come vorrei, la sto vivendo molto male e sono sempre molto nervosa, il nervosismo è un sintomo? Per favore indicatemi dettagliatamente tutti gli esami necessari da effettuare per capire cosa sta influenzando il mio metabolismo in maniera così anomala. Grazie per l'attenzione e la risposta.
Risposta

Nei fumatori, in genere, si verifica un lieve aumento del metabolismo basale, al fine di riuscire nella disintossicazione più efficiente dell'organismo dal fumo di sigaretta! La nicotina poi, attenua la sensazione di fame e pare che nel fumatore, anche l'insulinemia si mantenga a livelli più bassi...

La mancanza di nicotina (talvolta colmata con consumo compulsivo di dolciumi o bevande zuccherate) ed il manenimento delle medesime abitudini alimentari, portno pertanto ad accumulare spiacevolmente dei chiletti!!!

Sono certa che il professionista che la sta seguendo riuscirà a trovare la soluzione dietetica più adatta a lei, valutando magari puù approfonditamente i livelli di insulina, cortisolo ed ACTH, ormoni sessuali (>> per esludere una sindrome da ovaio policistico)...

Tanti auguri!

TAG: Scienza dell'alimentazione
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