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17-12-2018

É depressione post parto?

Salve,ho 23 anni e ho due bambini, la maggiore ha 2 anni e il secondo 1. Dopo la prima gravidanza ho iniziato a sentirmi un po' giù, il primo mese l'ho passato in ospedale perché la bambina é nata di 32 settimane e non facevo altro che piangere ogni sera quando il mio compagno lasciava l'ospedale per tornare a casa. Mi sentivo abbandonata e non ero preoccupata per mia figlia. Tornate a casa non riuscivo a stare sveglia mi alzavo solo per prendermi cura della bambina. Poco dopo il parto é venuto a mancare mio padre e mi sono sentita ancora più sola dal giorno del funerale mi sono sentita letteralmente morta dentro e anche accudire mia figlia a quel punto é diventato un peso. A marzo(4 mesi dopo il parto) scopro di essere nuovamente in cinta, sono andata in crisi, ho discusso con il mio compagno perché io non volevo il bambino e lui mi ha liquidata dicendomi:"decidi tu". Alla fine decisi di tenere il bambino ma è stata una gravidanza lunga e pesante; dopo il parto ho iniziato ad essere infastidita dal pianto di entrambi i miei figli fino ad oggi che ho raggiunto il limite e ho immaginato me stessa mentre soffoco la maggiore con un cuscino... Mi era già capitato ma oggi avevo il cuore a mille e sono scoppiata in un mare di lacrime. Ho paura di non controllarmi e fare del male ai miei figli non solo fisicamente ma anche e soprattutto dal punto di vista psicologico. Grazie per la risposta. Cordiali saluti.
Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta
Salve, potrebbe essere una sindrome ansioso depressiva come reazione al lutto di suo padre e alle difficoltà nella gestione figli. Non ucciderà i suoi figli, si tratta di pensieri ossessivi che al contrario indicano quanto per lei sia importante. Forse troppo. Sembra che i suoi figli siano diventati il centro della sua esistenza, invece al centro deve rimanere lei. Le è mai capitato altre volte nella vita di sentirsi inadatta ad affrontare situazioni che gli altri ritengono normali/piacevoli? Perché mi sembra che il confronto con gli altri sia in primo piano e che lei abbia un vissuto radicale di inadeguatezza che probabilmente le crea ansia di fronte a situazioni normali e che questa ansia/depressione diviene a sua volta motivo di un ulteriore valutazione di sé come debole e inadeguata generando un circolo vizioso di mantenimento del problema. Ne parli con il suo medico per una visita specialistica con psicoterapeuta cognitivo comportamentale. Auguri
TAG: Psicologia
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