Depressione reattiva

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Cos'è la depressione reattiva?

La depressione reattiva è una forma di disturbo mentale strettamente legata ad un avvenimento doloroso (ad esempio un lutto, una perdita, una sconfitta, disturbi fisici) caratterizzata da un'intensità e una durata sproporzionate rispetto alla "normale" reazione di fronte a simili eventi.
L'elemento tipico della depressione reattiva è un sentimento di tristezza vissuto a livello cosciente e con forte partecipazione emotiva. Questa tipologia di disturbo dell'umore è molto frequente nel periodo dell’adolescenza o durante la vecchiaia, ma può insorgere a qualsiasi età, con una maggiore incidenza tra la popolazione di sesso femminile.

Non è sempre facile distinguere questo tipo di depressione da quella nevrotica, poiché chi soffre di quest'ultima forma tende a reagire in senso depressivo di fronte a situazioni ed eventi stressanti. La differenziazione si basa principalmente sulla diretta ed inequivocabile connessione tra l'inizio della sintomatologia e l'evento scatenante.

I sintomi della depressione reattiva

I primi sintomi della depressione reattiva si manifestano in maniera acuta e improvvisa. Come accade per la forma endogena della malattia, il soggetto presenta una perdita di interesse verso tutto ciò che lo circonda, umore triste e facilmente mutevole, apatia e pianti frequenti. A questi, poi, si aggiungono:

  • un sentimento di sfiducia e bassa autostima in se stessi;
  • tristezza e continua sensazione di eventi catastrofici imminenti;
  • ansia;
  • stanchezza, che rende difficile portare a termire qualsiasi tipo di attività;
  • disturbi del sonno;
  • disturbi fisici quali cefalee, bruciori di stomaco e amenorrea;
  • disturbi dell'alimentazione;
  • allusioni alla morte o al suicidio.

Il momento più delicato per le persone affette da depressione reattiva è la sera, poiché con il buio i sintomi tipici della malattia si accentuano. 

Depressione reattiva: insorgenza e decorso della malattia

In genere l'inizio è acuto e strettamente legato ad un avvenimento stressante. Tanto la sintomatologia quanto il decorso e la prognosi possono presentare quadri clinici di lieve entità e breve durata così come forme che tendono a cronicizzarsi. L'andamento della patologia sembra dipendere più dalla struttura di base della personalità e dal significato emotivo soggettivo del trauma, che dalla sua oggettiva entità e durata.

Diagnosticare la depressione reattiva

Per una corretta diagnosi è, innanzitutto, molto importante individuare l'evento traumatico che ha scatenato la patologia. Nel caso in cui diventi difficile la corretta valutazione dei sintomi, alcuni esami possono confermare o meno l'ipotesi di depressione reattiva. Uno di questi è l'elettroencefalogramma (EEG), meglio se effettuato durante il sonno.

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Terapia e cura della depressione reattiva

In questo tipo di disturbo il trattamento è prevalentemente, se non esclusivamente, psicoterapeutico e lo scopo principale è quello di favorire una normale reazione all'evento doloroso scatenante.
Tendenzialmente si evita un intervento farmacologico che potrebbe rivelarsi dannoso sia perché può instaurare una dipendenza "psicologica" sia perché può dare assuefazione. Per questo tipo di disturbo l'uso di farmaci antidepressivi (triciclici e non) viene ritenuto superfluo, a meno che il quadro clinico non assuma le caratteristiche di un grave disturbo depressivo.

A volte può essere necessario l'uso di ipnoinducenti (quando i disturbi del sonno sono persistenti ed invalidanti) e/o di ansiolitici, se il livello di Ansia, tensione e irrequietezza compromettono la capacità di affrontare le esigenze ed i problemi quotidiani. Inoltre è importante individuare il rischio di suicidio o di complicazioni psichiatriche (alcoolismo, farmacodipendenza,..) per adottare tempestive misure terapeutiche e, se possibile, preventive. In alcuni casi può essere necessario ricorrere al ricovero in una struttura adeguata.

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26/02/2018
06/02/2007
TAG: Disturbi dell'umore | Malattie psichiatriche | Psichiatria | Salute mentale
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