01-11-2012

E' difficile una risposta senza avere un riscontro diagnostico

DomandaBuongiorno, mia madre è deceduta nel 2010 durante un ricovero dove è stata sottoposta ad ultrafiltrazione (tra l'altro andata molto bene) per insufficienza renale e cure per scompenso cardiaco. Ho richiesto la cartella clinica dove ci sono correzioni su aumento di farmaci proprio l'ultimo giorno, che ritengo abbiano causato paralisi, anuria e arresto cardiaco durante la sua ultima notte di vita, da 1200 mg al dì, sono passati a 3600 mg al dì di KCL retard. Mia madre aveva insufficienza renale e problemi cardiaci. Dopo l'ultima assunzione giornaliera di questi farmaci non ha piu' urinato, una gamba le si è paralizzata e le hanno dato della morfina per i forti dolori che accusava. Alle 6 e 30 del mattino successivo mi è stato chiesto se portarla in rianimazione per aiutarla a respirare, ma che sarebbe vissuta ancora poche ore ed io ho rifiutato. Però dopo aver richiesto la cartella clinica e vista la correzione e ricordandomi inoltre di aver notato che quel giorno i farmaci erano piu' del solito ora mi chiedo, Dottore come posso accertare che quell'errore sia stato fatale e soprattutto come posso sapere se sottoponendola ad un'altra emofiltrazione, avrebbero potuto salvarla? Io non so entro quanto si debba intervenire in casi di iperkaliemia perchè il danno non diventi irreversibile. La prego, ho visto che lei è un medico con grande sensibilità, come devo muovermi? Grazie Dottore
Risposta di:
Dr. Giovanni Cesarano
Specialista in Medicina del lavoro e Medicina legale
Risposta

Caro signore,

in questi casi di presulta responsabilità professionale, è fondamentale xche chi è interessato ad avere giustizia si muova per tempo. In questo caso vista la complessità della situazione clinica di sua madre, sarebbe stato opportuno richiedere un riscontro diagnostico subito dopo il decesso, per appurare le precise cause della morte. Ritengo che attualmente procedere solo sulla base della documentazione medica, a distanza di due anni dall'evento, in considerazione che la responsabilità professionale è accertata solo in caso di grave imperizia, o negligenza o imprudenza, comporti un notevole esborso economico per assistenza legale e medico-legale in assenza di un sicuro riconoscimento da parte della legge.

Cordiali saluti.

Dottor Giovanni Cesarano

TAG: Medicina legale