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05-07-2013

ed ipotensione

Gent.mo dottore, prima di tutto mi scuso se sarò logorroico nella stesura della domanda ma, per avere risposta in merito penso che ciò sia necessario. Sono in cura per I.P.B. dal 2008 ultimo valore PSA 3,96, cura in corso Pradif 0,4 mg. (dopo colazione), e Permixon 320 dopo pasto della sera. Non ho più avuto disturbi nella minzione, tutto procede nella norma, i controlli sono annuali sia per il Psa che visita. Dalla fine anno 2009 ho iniziato ad accusare nausea e vertigini per cui furono eseguiti accertamenti Orl (anche perchè ho una perforazione timpanica a sx da oltre 35 anni e non ho mai accusato labirintite, e neppure le manipolazioni l'hanno evidenziata (eccetto prova getto acqua non eseguibile). Sono stato curato con Microser, Sincrover, Arlevertan, senza nessun miglioramento. Al Novemre 2012 ho iniziato ad accusare collassi senza perdita di conoscenza (sino a ricorso di Pronto Soccorso). Tutti gli esami eseguiti R.M. cranio, Tac cervicale, visite ed esami cardiologici, tutto OK. Purtroppo i disturbi sono continuati, anzi aggravati (collassi, nausea, vomito etc,), episodi più ravvicinati da quando sono stato ripreso in cura reparto Orl Ospedale. Mi è stata prescritta la seguente cura dal 25/01/2013: Sincrover 16 mg. 1 cp. 3 volte al giorno + Moduretic 5 mg. + 50 1/2 cp. al mattino. Dal 29 maggio al 7 giugno 2013 tolto Sincrover e rimodulata cura con Moduretic 1/2 cp al mattino e Sirdalud 2 mg. 1 cp. ogni 8 ore. Dall'8 giugno al 20 giugno Iskidrop (20 gocce ogni 8 ore) in sostituzione di Sirdalud. Dal 26 giugno Iskidrop e Sirdalud associati e poichè si sono susseguiti malori dall'29/06 solo Iskidrop 14 gocce (invece di 20) 3 volte al dì e Moduretic mezza cp. al mattino. Nel frattempo ho eseguito visita Neurologica, tutto regolare. Lo specialista a questo punto visti anche tutti i riscontri accertamenti ospedalieri e visite, mi ha consigliato di ritornare a visita Urologica e Orl poichè i medicinali che stò assumendo hanno aggravato il tutto e principalmente di rivolgermi all'Urologo per appurare se l'uso di Pradif possa essere stato cagione sin dall'inizio dei disturbi accusati. In ultima ipotesi mi ha riferito che andrebbero fatte ricerche per disturbi vascolari periferici. Scusandomi ancora una volta, gentilmente Le chiedo il Suo parere. Grazie infinite e buona giornata.
Risposta

Gentile Signore,

molti farmaci utilizzati per migliorare il flusso dell'urina nei problemi prostatici (i cosiddetti "alfa-litici") hanno in comune l'effetto di abbassare la pressione del sangue. Questo effetto è comunque incostante e generalmente modesto, eventualmente accentuato dalla contemporanea assunzione di altri farmaci per l'ipertensione. I suoi disturbi ci paiono francamente sproporzionati e clamorosi rispetto a quanto sarebbe abituale attendersi in questi casi. D'ogni modo, essendo la tamsulosina (Pradif) facilmente sospendibile senza gravi problemi, a parte un ipotetico peggioramento del flusso urinario (non si tratta di un farmaco salvavita!), la prova sarà facilmente attuabile e gli effetti dovrebbero essere evidenti già entro pochi giorni.

Saluti

TAG: Reni e vie urinarie | Urologia
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