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25-07-2012

Gentile dottore,le scrivo per delle

Gentile Dottore,le scrivo per delle rassicurazioni, dato che sono un soggetto molto ansioso.Premetto che ho 27 anni e sono uno studente universitario fuori sede. Ho terminato un periodo di studio erasmus semestrale all'estero in febbraio in cui sono stato molto bene. Al ritorno alla solita routine facendo la spola tra la città in cui vivono i miei genitori e quella in cui studio sono iniziati dei problemi. Le notizie di morte improvvisa di giovani calciatori mi hanno reso molto ipocondriaco dato che avendo un prolasso lieve e qualche episodio di tachicardia in passato è come se mi fossi sentito io a rischio di vita.Durante un periodo di chiusura totale in casa per studiare, nel paese dei miei genitori, l'uno maggio, dopo cena inizio a sentirmi strano, come una sensazione di pressione al collo che mi causa sensazione di perdere l equilibrio (anche se sto seduto) e da li si mi inizio a spaventare tantissimo; sudo, mi si irrigidiscono i muscoli. I miei genitori chiamano un'ambulanza e il medico mi controlla la pressione e dice che tutti i valori sono normali. Nell'ambulanza dal calore che avevo provato insieme al terrore inizio a provare brividi di freddo. Mi portano in ospedale fanno un ecg e misurano nuovamente la pressione. Tutto nella norma. Mi dicono che ho avuto un attacco di panico poiche sono molto ansioso con crisi lipotimica.Torno a casa sto tranquillo. L'indomani a cena sempre nello stasso ambiente, inizio a provare strane sensazioni un misto di terrore e fatica al momento di mangiare e poi visione distorta e sensazione di rintronamento anche per molte ore e che non mi permettono di mangiare. Faccio le analisi del sangue con valori della tiroide e si dimostrano nella norma a parte qualche piccolo valore fuori norma(riporterò le analisi se richieste) che il medico di base tralascia. Mi convinco di avere tutte le malattie possibili il che non agevola molto. Torno in seguito nella città in cui studio e dove ho molti amici e una migliore vita sociale, ma a volte si ripresentano quelle sensazioni di percezione strana delle cose, formicolii vari rintronamento, soprattutto la sera a cena in ambienti aperti e con luci varie. Inoltre ad ansia si somma altra ansia e inizio a non dormire la notte in preda al terrore di avere qualche grave malattia. così fino a metà luglio quando descrivo i miei sintomi ad un neurologo che mi diagnostica un disturbo da conversione e mi dice di prendere 5 gocce di entact per un mese e mezzo e di aggiornarlo sull'andamento della terapia. Da otto giorni prendo il farmaco e devo dire che non ho più avuto sensazioni di visione offuscata o percezione strana delle cose, ma in compenso vivo molto più attento a qualsiasi sensazione anche fisiologica che provo. Tornando a casa dai miei genitori per il fine settimana, tre giorni fa ho avuto moltissima ansia che mi ha impedito di mangiare e di dormire (cosa che non provo invece nell'ambiente universitario in cui vivo). Oggi invece sono ritornato nella casa da studente e sono un po' più tranquillo ma avverto la sensazione di diminuzione di appetito e ho un pò di diarrea che in realtà penso di avere da più di qualche giorno solo che non c'ho fatto molta attenzione. Ieri sera (semrpe al momento della cena) inoltre ho avvertito come una sensazione di debolezza come in una crisi ipoglicemica che ho avvertito altre volte prima che si scatenasse la crisi di panico, solo che stavolta sono riuscito a calmarmi e a mangiare. Volevo chiedervi se la terapia che sto seguendo può causarmi diarrea e altri disturbi, ad esempio mancanza di appetito, oppure è tutto legato alla mia sindrome ansiosa che somatizzo così? Inoltre sono preoccupato, e ciò mi genera più ansia, perchè la diagnosi del neurologo è stata molto frettolosa, solo in base ai sintomi descritti, senza richiedermi nessun esame organico. Mi scuso ancora per essermi dilungato troppo, magari nella descrizione esagerata di sensazioni e stati d'animo, ma da tre mesi non vivo più, sono insicuro e la mia paura di avere qualche malattia grave è molto aumentata.
Risposta

Gentile utente,purtroppo,come lei può ben capire,è impossibile valutare a distanza una situazione complessa come la sua.

   In linea di principio posso dirle che il farmaco da lei assunto può dare un cerrto senso di nausea nei primi giorni di somministrazione,di solito tale effetto scompare con il proseguo della terapia.

   Per inciso le farei notare che probabilmente lo specialista più indicato per una sintomatolòogia come la sua è lo Psichiatra.

    Cordiali saluti

Piergiorgio Biondani.

TAG: Malattie psichiatriche | Psichiatria | Salute mentale
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