16-05-2008

Gentile professore ho trentotto anni, nel

Gentile Professore Ho trentotto anni, nel febbraio 2004 con esame TEE e mi è stato diagnosticato: "Aneurisma del setto interatriale con pervietà del forame ovale 3 mm (shunt sinistro-destro)". dopo analogo esame effettuato nel dicembre scorso mi è stato riscontrato che l'ampiezza della PFO era aumentata da 3 mm a 5 mm e dopo un precedente episodio sincopale, il professore che mi segue ha deciso di sottopormi ad intervento percutaneo. L'intervento di chiusura della pervietà del forame ovale "non è stato eseguito con successo per l'impossiblità di posizionare con sicurezza il device Amplatzer (25 mm) sul setto interatriale, infatti prima del rilascio definitivo si osserva eccessiva mobilità dello stesso per marcata lassità del setto interatriale, si decideva quindi di rimuoverlo". In parole semplici mi è stato riferito che il mio setto è più sottile della norma e il setto dopo il posizionamento del device oscillava molto e c'era il pericolo che il device si staccasse e provocasse seri problemi; inoltre mi è stato riferito che un eventuale device asimmetrico (al momento purtroppo non esistente) avrebbe potuto essere posizionato. Al riguardo vorrei conoscere un suo parere, in particolare su cosa devo fare, dato che dopo il citato tentativo l'ampiezza della PFO è aumentata da 5 mm a 8 mm. Al momento mi è stato sconsigliato l'intervento chirurgico, poichè il cuore risulta di normali dimensioni e non sofferente e di seguire periodici controlli cardiologici. Cordiali saluti.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
La tipologia ed i tempi delle azioni da intraprendere nel suo caso dipendono dall’entità dello shunt (cioè dell’anomalo passaggio di sangue attraverso questo PFO) e dalle eventuali conseguenze a livello cardiaco. Segua quanto prescritto dal suo cardiologo.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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