Gentile Dottore/Dottoressa, in seguito alla frettolosa diagnosi di virus erpetico genitale non mi sento più la stessa. Dopo aver constato di aver superato la fase acuta, si sono fatte spazio un'infinità di incognite su come una persona che ne è affetta possa riorganizzare la propria vita. Com'è possibile sensibilizzare le persone che mi circondano? Ho avuto modo di rapportarmi con due ginecologi che sono risultati piuttosto sbrigativi, così come il mio medico di base. Il bagaglio di informazioni sul mio stato di salute che ho raccolto deriva purtroppo perlopiù da fonti Internet. Forse ho la fortuna di condividere tutto ciò con il mio compagno. Com'è possibile convivere a partire da giovane età con questa condizione? Dire di sentirmi sbagliata è riduttivo, pensare al mio desiderio di maternità e ai possibili rischi in gravidanza mi destabilizza. Dovrei forse sottopormi a qualche forma di indagine più approfondita? A quale figura professionale dovrei rivolgermi per cercare tutte le risposte agli interrogativi che mi assillano da settimane? È forse importante cercare anche un supporto psicologico? La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.