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L’ESPERTO RISPONDE

Ho 26 anni. sono un fumatore abituale di cannabis.

Ho 26 anni. Sono un fumatore abituale di cannabis. Una sigaretta la sera. Ho notato che dopo un periodo iniziale (tre mesi circa) in cui fumavo senza alcun problema di sorta, ho iniziato ad avvertire alcuni sgradevoli sintomi: gonfiore addominale, stitichezza, gonfiore e forte prurito ai piedi, Digestione lenta, e in ultimo pesantezza nella parte superiore destra dell’addome con dolore in caso di pressione con la mano sotto il costato destro. Dopo aver letto alcune risposte su questo sito, sono giunto alla conclusione che forse il problema è la Colecisti, o almeno i sintomi ci sono tutti. Tanto più che ho notato che con l’assunzione di cibi particolarmente pesanti come ad esempio patate fritte, i sintomi e la pesantezza peggiorano. Ho fatto tutti i controlli del caso, esami ematici con particolare attenzione ai dati relativi a patologie del fegato (quindi transaminasi, bilirubina ecc. ecc.) nonché ecografia addominale: tutto assolutamente negativo. Parlando con amici anche loro fumatori di cannabis, ho scoperto che alcuni di questi disturbi interessano anche alcuni di loro, anche se con modi, intensità e frequenze diverse.
Ho già letto sempre sul vostro sito che non è stata dimostrata correlazione tra assunzione di cannabis e disfunzionalità epatica. E per quanto riguarda la colecisti? Stessa risposta? Queste risposte si basano su studi precisi, oppure è proprio la mancanza di questi studi che per il momento porta ad affermare che non sono dimostrati collegamenti tra questa droga e disfunzionalità epatica? In parole povere è più quello che si sa, o quello che non si sa? Mi sono informato presso un centro SERT: qui ho scoperto che la molecola psicoattiva della cannabis, il THC (tetraidrocannabinolo) è spiccatamente lipofila, con una forte tendenza cioè a legarsi alle molecole di lipidi del nostro corpo, tant’è che possono essere ritrovate tracce di THC nel sangue fino a 4 settimane dopo anche un’unica assunzione di cannabis. Considerando il fatto che il liquido che secerne la colecisti, la Bile, è fortemente coinvolta nella digestione di questi lipidi/grassi, e che quindi per scindere i legami lipidici anch’essa deve avere una spiccata tendenza a legarsi alle molecole di grassi (strutture molecolari simili si legano con strutture molecolari simili, per quello che ricordo della mia chimica liceale) è possibile che le molecole di THC abbiano la tendenza a legarsi in maniera particolare alla bile, e quindi a rendere più difficoltoso il compito della colecisti? Mi rendo conto che questa è medicina da 4 soldi, vorrei solo chiedervi se il mio è comunque un ragionamento che può avere un senso logico.
Risposta del medico
Dr. Fegato.com
Dr. Fegato.com
Non ci sono evidenze di danno alla colecisti legati al fumo di cannabis. Peraltro anche gli esami ecografici escluderebbero problemi a carico di quest’organo. E’ invece molto probabile che i disturbi possano essere attribuiti al colon nell’ambito di una sintomatologia colitica “funzionale”.
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