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Farmaci per il dimagrimento: quali sono e come funzionano

Farmaci per il dimagrimento: quali sono e come funzionano

Scopri quali sono i farmaci per dimagrire autorizzati in Italia e quali differenze esistono tra terapie tradizionali e nuove opzioni per l’obesità.
In questo articolo:

I farmaci per il dimagrimento sono in genere impiegati per il trattamento del sovrappeso e dell’obesità, condizioni cliniche che vanno oltre l’aspetto estetico. L’obesità è infatti riconosciuta come una malattia cronica complessa, che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari e sindrome metabolica.

Vediamo i principali trattamenti farmacologici per dimagrire.

Prodotti per dimagrire autorizzati in Italia

Secondo quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia per diversi anni, i medicinali autorizzati per la terapia a lungo termine dell’obesità negli adulti sono stati limitati a tre molecole principali: orlistat, liraglutide e l’associazione naltrexone/bupropione.

La prescrizione è riservata a pazienti con indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30 kg/m², oppure a soggetti in sovrappeso (BMI ≥ 27 kg/m²) in presenza di fattori di rischio associati, come diabete di tipo 2, ipertensione o dislipidemia.

Tuttavia, questi farmaci non rappresentano una soluzione alternativa allo stile di vita, ma possono essere prescritti solo come supporto a un programma strutturato che includa alimentazione controllata e attività fisica regolare.

Orlistat, liraglutide e naltrexone/bupropione: come agiscono?

  • Orlistat: Agisce a livello intestinale riducendo l’assorbimento dei grassi introdotti con la dieta. È efficace solo se associato a un’alimentazione controllata e può causare disturbi gastrointestinali (feci oleose, crampi, flatulenza), oltre a ridurre l’assorbimento delle vitamine liposolubili.
  • Liraglutide: Analogo dell’ormone GLP-1, aumenta il senso di sazietà e riduce l’appetito agendo sia sul tratto gastrointestinale sia sul sistema nervoso centrale. Richiede iniezione sottocutanea quotidiana e prescrizione specialistica. Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e disturbi digestivi, generalmente transitori.
  • Naltrexone/Bupropione: Questa associazione agisce sui centri cerebrali della fame e della gratificazione alimentare, facilitando l’aderenza a una dieta ipocalorica. Richiede un attento monitoraggio medico per il rischio di effetti neurologici e cardiovascolari in soggetti predisposti.

Nuovi farmaci GLP-1 per la perdita di peso

Negli ultimi anni, l’attenzione si è spostata su una nuova classe di farmaci nel trattamento dell’obesità: gli agonisti del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide-1). Nati per il trattamento del diabete di tipo 2, hanno dimostrato un impatto sorprendente sulla perdita di peso.

I principi attivi appartenenti a questa classe sono semaglutide e tirzepatide, commercializzati con nomi diversi: Ozempic, Wegovy e Mounjaro.

Dal punto di vista del meccanismo d’azione, i farmaci agonisti del GLP-1:

  • riducono l’appetito
  • aumentano il senso di sazietà
  • rallentano lo svuotamento gastrico.

Il risultato è una riduzione spontanea dell’introito calorico e una perdita di peso clinicamente rilevante.

Ozempic, Wegovy e Mounjaro: cosa li rende diversi

  • Ozempic (semaglutide): È approvato per il diabete di tipo 2, ma utilizzato spesso off-label per il dimagrimento. A dosaggi più bassi, consente una perdita di peso moderata e ha un profilo di sicurezza ben consolidato.
  • Wegovy (semaglutide 2,4 mg): È la formulazione specifica per l’obesità. Gli studi clinici mostrano una riduzione media del 14–16% del peso corporeo, risultati mai visti prima con la sola terapia farmacologica.
  • Mounjaro (tirzepatide): Agisce su due ormoni (GLP-1 e GIP) e rappresenta l’evoluzione più avanzata: nei trial clinici ha portato a perdite di peso fino al 20–25%, avvicinandosi ai risultati della chirurgia bariatrica.

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Fonti e approfondimenti

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico.

Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2026
4 minuti di lettura

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