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23-02-2013

Incicata visita proctologica

Buongiorno,premetto che non voglio una diagnosi sostitutiva di una visita, ma vorrei evitare di perdere del tutto la mia credibilità nei confronti del mio medico. E' un anno che ogni mese mi reco per sintomi diversi, agitata per le più svariate patologie, quindi sono considerata una persona molto ansiosa e temo di esser presa sotto gamba. Probabilmente molti dei miei vari sintomi sono psicosomatici ma, questa volta, ho veramente paura.Sono tre giorni che durante la defecazione (regolarmente mattutina), noto sulla carta igienica un piccolo,sottile filamento di sangue mucoso. Oggi non era presente una grande quantità di muco ma ieri ad esempio sì. E' da un anno che ho una vita particolarmente stressante, e, come dicevo prima, ho presentato i sintomi più disparati, concedendomi, raramente, qualche giorno di "sanità". In quest'anno si è molto modificato il mio appetito, sporadico e ballerino, di conseguenza le mie abitudini alimentari,non molto regolari, e anche la mia attività intestinale,decisamente irregolare . A tutto ciò, in quest'anno, non ho dato molto peso, attribuendo il tutto allo stress ma ora, questa presenza di sangue, sebbene sia lievissima, e di sangue vivo, mi preoccupa. Sono una ragazza di 28 anni. A breve dovrò fare delle analisi del sangue (controlli di routine per lavoro) , da pochissimo ho terminato una cura per la candida. Queste analisi di routine, potrebbero essere utili al mio medico per escludere qualche patologia?Scusi se non sono stata molto chiara,spero si riesca comunque a capire.Grazie per l'eventuale risposta.
Risposta di:
Dr. Piero Gaglia
Specialista in Chirurgia generale e Oncologia
Risposta

Gent. Sig.ra


Una qualsiasi perdita ematica e’ un sintomo che non deve mai essere sottovaluto e che deve essere indagato con la giusta attenzione, anche se la Sua giovane eta’ e le caratteristiche del sanguinamento fanno propendere per una patologia di bassa importanza.
Penso che una semplice visita specialistica proctologica sia indicata e possa risolvere il problema.


Una domanda: fra i suoi consanguinei (genitori, nonni, zii, cugini) vi sono stati casi di tumore?
Solo se il Suo “albero genealogico tumorale” avesse determinate caratteristiche l’approccio diagnostico dovrebbe essere piu’ inavsivo.


Cordiali saluti.


Dott. Piero Gaglia
Per eventuali di contatti diretti, e-mail: piero.gaglia@libero.it
 

TAG: Chirurgia generale | Gastroenterologia
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