Buonasera, sono un uomo di 41 anni sposato con due figli e lavoratore turnista. Ho avuto in passato degli episodi traumatici che penso in qualche modo abbiano accentuato la mia natura ansiosa, che tutto sommato sono sempre riuscito a controllare abbastanza bene. Saltuariamente però, con una media di un paio di volte all'anno, mi capitano periodi in... Leggi di più cui entro in un circolo vizioso per quanto riguarda l'insonnia psicofisiologica. Se per una notte per qualsiasi motivo non sono riuscito a dormire, si attiva un condizionamento per le notti successive, che mi porta a dover ricorrere alle benzodiazepine. Il mio medico di famiglia mi suggerì un anno fà il citalopram 8 gocce al giorno, che ho assunto per circa 5/6 mesi, ed in effetti mi hanno portato beneficio, se non altro mi hanno dato l'impressione di poter gestire meglio lo stress quotidiano e l'ansia. Poi però autonomamente, una volta sentitomi meglio, l'ho interrotto gradualmente e le cose sono continuate ad andare bene per altri 5 mesi dopo di che altro episodio (lavoro a turni e figli piccoli condizionano) di insonnia e di nuovo circolo vizioso. Volendo evitare per quanto possibile di ricorrere alle benzodiazepine per evitare dipendenza, d'accordo con il mio medico di famiglia ho reiniziato il citalopram da qualche giorno partendo da 5 gocce al giorno. Le mie domande sono queste: 1) gli SSRI per il loro meccanismo di ricaptazione della serotonina, riescono anche a "desensibilizzare" una figura troppo sensibile e maggiormente predisposta a pensieri negativi come quello di non riuscire più a dormire? 2) per quanto tempo possono o devono essere assunti gli SSRI in modo che non creino dipendenze o effetti collaterali? Vi ringrazio per la cortese risposta. Cordialmente.