Egregi Dottori,Vorrei sapere se, essendo una paziente in cura chemioterapica da 4 mesi e dovendo sottopormi ad esame con mezzo di contrasto per controllo (Tac al fegato), ci sono possibilità che la sostanza usata per il metodo di contrasto possa condizionare ulteriormente il mio stato di salute? Premetto che dopo la prima tac a Febbraio 08 dove scoprirono appunto molteplici lesioni al fegato di origine pancreatica o biliare, tutt'oggi non sanno indicarmi esattamente l'origine, ho accusato febbre e tremore dopo circa una giornata trascorsa senza alcun problema, risolte presso l’Ospedale stesso con tachipirina in endovena.La tac la ripeto nella stessa struttura, con lo stesso medico il quale mi rassicura dicendomi che non è stata una reazione allergica e che tanto meno potrà aggravare la mia salute anzi potrà non accadere nulla, neppure lo stato febbrile che poteva trattarsi di un semplice malore latente ed manifestato casualmente in concomitanza della tac.Mi potreste dare un parere in più sull’argomento? La sostanza che utilizzano per il contrasto non interagisce quindi con i vari farmaci assunti per la chemio?Sapreste indicarmi la natura del liquido usato?Grazie per la vostra risposta Butti Gialiana