A mio padre 68 anni, nel settembre 2016 è stato asportato un tumore al colon e n. 15 linfonodi di cui due interessati da cellule tumorali. Circa un mese dopo ha cominciato la chemioterapia da effettuarsi mediante flebo in ospedale e mediante pastiglie a casa. I cicli previsti erano otto ma arrivati al quinto ciclo non è riuscito ad andare oltre... Leggi di più perché le piastrine erano molto basse e perché ha presentato segni di tossicità alle mani e ai piedi. Per questi motivi i medici hanno deciso di interrompere la cura.Io ho alcune perplessità. Nella penultima seduta andata a vuoto a mio padre è stato dato il deltacortene per far risalire le piastrine ed effettivamente il medicinale ha funzionato perché le piastrine sono risalite. Ma il problema sta nei piedi che appaiono "spellati". Mio padre vive praticamente in campagna, indossa stivali e scarponi che non permettono la traspirazione dei piedi. Nessuno ci aveva detto che doveva indossare solo calze di cotone, tenere i piedi all'aria il più possibile ed utilizzare calzature traspiranti. Magari con qualche accorgimento in più, i piedi sarebbero stati più "sani" e lui avrebbe potuto continuare la terapia. È corretto interromperla in questo modo? Che cosa potrebbe comportare per lui? Preciso anche che a parte un po' di nausea quando faceva la chemio in pastiglie non ha lamentato nessun altro disturbo. I suoi medici non sono riusciti a tranquillizzarmi. Grazie per quanto potrete dirmi.