Buongiorno, ho 27 anni e dal mese di Marzo 2017 sto assumendo Venlafaxina 37, 5 mg, sotto prescrizione del mio specialista, che mi ha diagnosticato una lieve depressione. Il 2016 è stato un anno molto intenso per me, con momenti belli ma altrettanto brutti: un matrimonio da organizzare dopo 9 anni di fidanzamento, una casa da mettere in piedi, la morte improvvisa di un familiare di mio marito molto caro, la perdita del mio posto di lavoro a pochi mesi dal matrimonio. Ho affrontato tutti questi avvenimenti nel miglior modo possibile, dallo stress per l'organizzazione del matrimonio al lutto, ma quello che credo mi abbia più segnata è stato il lavoro. Ho lavorato per 3 anni come impiegata in un'azienda, prima come interinale (contratti prorogati di mese in mese per 1 anno - poi con contratto a tempo determinato di 6 mesi rinnovato più volte- da full time a part time e viceversa) senza mai avere nessuna garanzia di contratto (sapevo il giorno prima se l'indomani avrei dovuto presentarmi o meno), e cambiando un'infinità di volte il tipo di mansione, cosa che mi destabilizzava molto (non amo i cambiamenti). Nonostante ciò ho sempre dato il mio meglio, imparando il lavoro da svolgere in ogni ufficio assegnatomi, sperando nel tanto desiderato contratto indeterminato. Questo contratto non è mai arrivato in quanto l'azienda, alla fine del 2016, è stata protagonista di una fusione aziendale che ha rivoluzionato l'organizzazione del personale (colleghi "obbligati" a trasferimento in altra provincia) ed il mio contratto non è stato rinnovato.Il mio stato d'animo è crollato e sono stata assalita dall'ansia (cercare un nuovo lavoro, come sarebbe stato questo nuovo lavoro, sarei stata in grado ecc ecc.). Mi svegliavo al mattino stanca con una grande angoscia, mille domande, tristezza, pianto, il mio cervello elaborava sempre tantissimi pensieri sempre legati al lavoro. Sono andata avanti in questo modo un paio di mesi, fino a quando presa dalla troppa ansia ho deciso di rivolgermi ad uno psichiatra, che mi ha prescritto Venlafaxina 37,5 e Delorazepam 13 gocce mattino e sera (gocce successivamente scalate ed eliminate senza problemi). Ho iniziato l'assuzione di Venlafaxina (anche se non molto d'accordo - questo tipo di farmaci mi hanno sempre spaventata un pò) e nonostante la nausea e la pesantezza della testa iniziale ne ho tratto quasi subito beneficio, tanto da non passare mai al dosaggio superiore. Ora sto molto meglio, ho trovato un nuovo lavoro (anche se non molto stimolante) e ho preso il ritmo con la vita matrimoniale, quindi ho deciso, dopo confronto con lo specialista, la graduale sospensione di Venlafaxina (assunzione a giorni alterni ed ora una pastiglia ogni 2 giorni).Questa sospensione mi sta creando molti problemi purtroppo, in quanto mi provoca forti capogiri, vertigini, spossatezza, crampi di pochi secondi alla tempia destra. Chiedo gentilmente: -questi sintomi sono normali? -questi sintomi indicano che non è ancora il momento di sospendere la cura? -qualche consiglio in più per poter eliminare completamente l'assunzione di Venlafaxina anche perchè stiamo iniziando a pensare ad una possibile gravidanza. Mi scuso se mi sono dilungata troppo. Grazie e saluti