Mia figlia di22 anni,in seguito ad avvenimenti quali separazione zia il cui marito era un idolo,i litigi condue amiche e la morte inaspettata del nonno(si è fatta tatuare l?iniziale del nome del nonno sul collo)ha scatenato una forma ansiosa depressiva.E sempre stata u un po?insicura, timida routinaria resistente ai cambiamenti,maniaca dell?ordine Dopo la morte del nonno ha iniziato ad avere attacchidi ansia caratterizzati da vuoto allo stomaco,difficoltà respiratorie e digestive,e soprattutto difficoltà nella concentrazione e nello studio,Malgrado ciò a luglio ha fatto due esami.Poi da studentessa modello con voti alti non riesce più a studiare a causa della difficoltà di concentrazione e di memorizzazione.Ha rimandato per ben tre volte un esame semplice.La prima volta si è ritirata dopo aver risposto ad una domanda.Le altre due volte quando l?hanno chiamata non si è presentata.All?inizio ho pensato che fosse una cosa temporanea legata agli avvenimenti ma dopo le vacanze è stata vista da un neurologo che le ha diagnosticato una depressione ansiosa.Prende una compressa di Entact da 10mg dopo pranzo ed una di Wellbrutin da 150 la mattina.(quest?ultimo ha sostituito dopo un mese il levopraid sia perché mal sopportato dalla ragazza sia per darle una maggiore spinta) Da inizio dicembre ha iniziato una psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale.Il medico ha parlato di personalità immatura con fragilità emotiva e dipendenza dagli altri.Il dottore e la psicologa dicono che anche se molto lenti i progressi ci sono anche se non riusciamo a vederli( l?unico è la quasi scomparsa degli attacchi di ansia). Anzi dopo un mese ha smesso di frequentare l?università preferendo viaggiare piuttosto che stare a Roma ma poi ha smesso .Durante il giorno fa molta fatica a studiare. Non riesce a concentrarsi e la memoria è in tilt. L?unico cambiamento è che si è iscritta in palestra e tale attività le piace. Ho provato a parlare in privato sia con la psicologa che con il neurologo per esprimere i mie dubbi sull?efficacia della cura ma ambedue hanno preferito parlare in sua presenza dicendomi che è abbastanza grande per poter scegliere da chi farsi curare e che anche se lenti i miglioramenti ci sono.Negli ultimi giorni ha messo in dubbio la sua scelta universitaria e sta valutando la possibilità di abbandonare l'università per frequentare un corso per operatrice di infanzia in quanto attratta dai bambini.Io e mio marito siamo terrorizzati e le abbiamo suggerito di non prendere decisioni avventate ma di continuare a studiare e poi occuparsi di bambini se ancora sarà la sua aspirazione. Vorrei avere la sua opinione