19-01-2006

Nel 1986 ho scoperto, per caso e senza avvertire

Nel 1986 ho scoperto, per caso e senza avvertire mai sintomi inerenti, di essere affetto da Epatite B oramai diventata cronica. I valori dei marker sono stati:HBsag= positivo, Anti-HBc tot. =positivo, Anti- Hbc IgM= negativo, HBe Ag= negativo, Anti-HBe Ag= positivo, Anti-HBs Ag= negativo, Anti - Hcv= negativo, Anti HDV Tot= negativo. Per tutti questi anni e fino a 2002 mi sono limitato a controllare ogni 2 -3 mesi le GOT, GPT, Bilirubina, GGT., colesterolo Tot e parziale. Di questi esami solo le GOT e GPT sono altalenanti: passano da nella norma fino a: GOT 70-80 e GPT 120-130 per poi abbassarsi a nella norma. Da 3 anni faccio le HBV -DNA in PCR con valori anch'essi altalenanti: da 100.000 copie a 1.800.000 per poi rientrare a valori accettabili. Ecograficamente il fegato presenta struttura omogenea, assenza di cirrosi e di steatosi; solo un modico aumento divolume. Si conoscono le cause che portano tali valori ad un continuo saliscendi, cosiddetti a " dente di sega"? Bevo poco vino e seguo un'alimentazione semplice, mediterranea. Per l'alternarsi dei valori HBV-DNA mi sono sottoposto recentemente, per cautela, a biopsia epatica di cui aspetto i risultati. Con questo quadro posso continuare l'attività di podismo ( tratti di 10 Km con tempi di 47-50 min , 3- 4 volte la settimana) con partecipazione saltuaria a gare FIDAL (circa 20 per anno)? L'attività podistica già svolta ha potuto avere influenza sull'epatite B di cui sono affetto? Devo aggiungere che fisicamente mi sento molto bene e non accuso, nè mai ho accusato sintomi connessi a tale patologia.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
Le cause per cui le aminotransferasi presentano a volte valori alterati che si alternano a valori normali nell’epatite B sono da imputare alla natura variabile del rapporto tra aggressività del virus B e sistema immunitario dell’ospite. Il podismo non è controindicato nella sua condizione e non ha alcuna influenza sulla malattia epatica cronica da HBV. Resta da valutare l’opportunità di eventuale terapia antivirale con lamivudina o adefovir, in caso di persistenza di elevati livelli di carica virale circolante.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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