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16-05-2018

Nevo con disordine citoarchitetturale

Salve,

Ho 46 anni, uomo carnagione chiara, ed ogni anno eseguo mappatura dei nei. Da circa 5 anni mi è stato detto di controllare in modo particolare un nevo, sulla spalla, che solo negli ultimi mesi ha lievemente aumentato dimensioni e frastagliato i bordi. Premesso che da bambino mi erano molto comuni (purtroppo quasi ogni estate) le grandi scottature sulle spalle…proprio dove sorgeva il nevo. Comunque dopo ulteriore visita spec. ho provveduto alla sua rimozione chirurgica, un paio di settimane fa. Esame istologico ritirato oggi: “Lesione pigmentata di 8 mm, nevo atipico. Losanga di cute delle dimensioni di cm 2 x 0,9 comprenedente lesione pigmentata delle dimensioni di cm 0,7 x 0,6. Diagnosi: Nevo melanocitario composto con lieve disordine citoarchitetturale.

Nel derma perilesionale sono presenti numerosi melanofagi. La lesione risulta completamente asportata.” Il dermatologo mi ha rassicurato dicendomi che non sappiamo “cosa avrebbe potuto diventare” questo nevo a motivo di questo “disordine citoarchitetturale”, ed aggiunge che avendolo tolto completamente non c’è motivo di preoccuparsi, anche a motivo della sua non profondità, e conclude che non ritiene necessario alcun altro intervento precauzionale, se non il normale controllo annuale. Domanda: mi chiedo se effettivamente questo “disordine citoarchitetturale” non possa realmente rappresentare una mia predisposizione al melanoma?? Ho sempre saputo che – semplificando molto il concetto – il cancro non è altro che il risultato di “cellule impazzite”, concetto evidentemente familiare al “disordine citoarchitetturale” del mio nevo. Inoltre, nel mio referto non si accenna minimamente a “margini di resezione”…eventualmente indenni, termini questi ultimi che ho letto in altri referti su vari forum.

Pensate che il referto possa considerarsi esaustivo e “tranquillizzante” anche senza la menzione di questi “margini”. L’idea di fare ulteriori approfondimenti sul caso, pensate francamente sia equilibrata oppure è sufficiente la visita annuale a scongiurare sviluppi pericolosi?? Infine, il nevo con “disordine citoarchitetturale” avrebbe potuto fare già dei danni in qualche forma/maniera al corpo, “danni” intesi in termine di “disordine cellulare” oppure avrebbe potuto radicalizzarsi ?? C’è da aspettarsi che questo “disordine” possa essere caratteristica tipica dei miei nevi? Ci possono essere fattori che favoriscono questi “disordini” piuttosto che attenzioni che possano “prevenirli” ??

Ringrazio anticipatamente per la pazienza, di cui vedo siete ben forniti!

Risposta di:
Dr.ssa Sonia Maria DevillanovaDottore Premium
Specialista in Dermatologia e venereologia e Tricologia
Risposta

Da quello che si legge, nevo completamente esisto, vuol dire che hanno valutato sia i margini che il fondo della lesione. Quindi vale la pena solo di controllarsi ogni anno. E fare un autocontrollo fotografando le varie parti del tronco a pezzi ogni anno per valutare se sono insorti nuovi nevi. Tenga presente che per la maggior parte dei casi il melanoma inizia già come melanoma anche se poi vengono levati anche dei nevi di aspetto displasico. La genetica è importante in tutto questo, il fototipo ossia pelle occhi e capelli chiari. I fattori di rischio che possiamo evitare sono le scottature solari, intese anche come diventare lievemente rossi. Per cui il sole va preso gradatamente con protezione 50+ ogni 2 ore almeno all'inizio. Successivamente ci si inizia ad abbronzare, sembrerebbe che l'abbronzatura sia protettiva nei confronti del melanoma. Per concludere avere un nevo con una lieve displasia non vuol dire avere un melanoma e neanche che lo stesso degeneri. Noi per scrupolo li leviamo sempre. Cordiali saluti

TAG: Adulti | Anziani | Arti superiori | Dermatologia e venereologia | Genetica medica | Giovani | Pelle | Prevenzione | Tumori
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