Buonasera, La presente richiesta di consulto è per raccogliere consigli e possibili rassicurazioni. Qualche giorno fa mi sono recato da uno specialista psichiatra per parlare di quello che mi sta succedendo da un mese a questa parte. In pratica, è nato tutto una sera in cui dopo aver visto un qualcosa di disturbante alla tv (film) mi è balenata in testa l'idea che io potessi impazzire e fare del male a qualcuno di caro. In quel momento era come se il mio dialogo interiore mi intimasse a farlo continuamente per vedere se riuscivo a resistete o meno. Ho provato un'ansia fortissima quasi sfociata in un attacco di panico, e in quel momento mi sono proprio sentito senza controllo, come se davvero non potessi reagire. Il pensarlo continuamente e il dialogo interiore incessante che mi "sfida" nel fare una cosa brutta, con io che devo resistere, mi ha fatto sprofondare in una agonia incredibile. In questo mese infatti ho sofferto dai più svariati pensieri che se prima erano aggressivi verso gli altri, sono passati poi a pensieri brutti verso me stesso per poi ripassare ad altri. Ora ho malessere costante e non riesco più a passare un momento senza ritornare a questi pensieri che si manifestano come dialogo interiore e non immagini. Temo che continuino e che non riuscirò più a liberarmene e che mi portino davvero alla lunga a cedere. Mi metto continuamente alla prova per darmi certezza che non farei ciò che penso, visto che ciò che penso, analizzato a mente lucida, va contro la mia volontà: io tengo a me e ai miei cari. Il sentire inoltre notizie di suicidi o di stragi familiari ai tg mi angosciano moltissimo. Lo specialista ha ritenuto che siano ossessioni senza compulsioni però l'incontro con lui è stato breve e mi ha prescritto una terapia con Escitalopram, che sarà integrata con psicoterapia cognitivo comportamentale dopo un mese di assunzione. Purtroppo non ho avuto modo di fargli alcune domande perchè me ne sono dimenticato mentre ero immerso a raccontare il tutto, perciò le propongo qua perchè oggi sono particolarmente agitato: 1) rischio davvero, se continuo a fare questi pensieri, di cedere e di metterli in atto? 2) è possibile che questi pensieri diventino parte di me e modifichino il mio essere a forza di farli, e che mi autoconvinca di volerli? Come avrete capito sono un tipo di base ansioso, anche prima di questo evento. Grazie per un eventuale interessamento, saluti