29-03-2004

Papilla di Vater

Buongiorno!!! Volevo formulare la seguente domanda: mia mamma dovrà subire un intervento atto a rimuovere un Tumore localizzato alla papilla di Vater. Visto la complessità dell'intervento, vorrei sapere le eventuali complicazioni che potrebbero sorgere durante e dopo l'operazione. Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti. Antonio.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
Non avendo a disposizione la completezza dei dati clinici relativi al caso di sua madre, purtroppo la risposta al suo quesito non potrà altro che essere generica, sperando che in qualche modo possa essere utile. Il tumore della papilla di Vater appartiene ad un gruppo eterogeneo di neoplasie, relativamente raro, rappresentando circa il 2% di tutti i tumori maligni gastrointestinali. Il trattamento di queste patologie è abbastanza simile in quanto la chirurgia è la sola modalità terapeutica curativa. La prognosi, tuttavia, può variare ampiamente ed è largamente dipendente dalla sottostante patologia. La maggioranza delle masse ampullari sono carcinomi, sebbene ci possano essere anche adenomi e tumori neuroendocrini. Le metastasi a distanza sono piuttosto rare; questo ha molta importanza poiché la presenza di metastasi linfonodali rappresenta uno dei principali fattori predittivi di sopravvivenza. L’intervento chirurgico di pancreatico-duodenectomia, anche nella moderna era chirurgica ed anche quando eseguito da operatori con molta esperienza, sfortunatamente può tuttora risultare in considerevole morbilità e mortalità postoperatoria. Il tasso di mortalità operatoria varia ampiamente tra il 2 e il 10%, mentre la percentuale di morbidità è circa il 40%. I tassi di sopravvivenza per carcinoma peri-ampullare sono 60% ad 1 anno e 39% a 2 anni. La pancreatico-duodenectomia viene usata in maniera sempre più estensiva negli ultimi anni per la resezione di una varietà di patologie maligne o benigne del pancreas e della regione periampullare con una percentuale di complicazioni del 40%, le più comuni delle quali sono rappresentate dalla sindrome di ritardato svuotamento gastrico (19%), fistola pancreatica (14%), ed infezione della ferita (10%). Una certa percentuale di pazienti (3.5%) possono richiedere un re-intervento nell’immediato post-operatorio, assai frequentemente per emorragia, ascesso o deiscenza. Nei pazienti con adenocarcinoma periampullare i più potenti predittori che favoriscono la sopravvivenza a lungo termine includono una diagnosi patologica di adenocarcinoma duodenale, una dimensione del tumore di diametro
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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