14-07-2017

Possibile predisposizione all'epilessia?

Egregio Dottore/Gentile Dottoressa, mia moglie ed io abbiamo un figlio di 2 anni e mezzo; qualche tempo fa abbiamo notato che in alcuni frangenti (ad esempio a tavola, durante un rimprovero o durante un gioco) il bimbo tendeva a fermarsi da quello che stava facendo, sbatteva le palpebre (ammiccava) o mandava gli occhi all'insù oppure teneva gli occhi chiusi e faceva roteare gli stessi strizzando le palpebre. Preciso che sono stati tutti episodi brevissimi, di qualche secondo e non più, e comunque da noi osservati in un arco temporale molto distanziato (tipo mesi o settimane) e che comunque da alcune settimane, almeno per il tempo che il bimbo è stato con noi o con i nonni o all'asilo nido, non abbiamo più avuto occasione di assistere a simili comportamenti. Su due piedi pensavamo fossero degli "atteggiamenti", così come aveva pensato anche il pediatra al quale avevamo raccontato gli accaduti. Tuttavia, dato che i cugini di primo grado di mia moglie e suo zio hanno sofferto di crisi manifeste e assenze, abbiamo richiesto un EEG per il bimbo spaventati che una qualche discendenza epilettica potesse interessarlo.

Questo il responso: REFERTO: Video EEG di veglia e sonno. Ritmo di fondo a 8-9 c/s, simmetrico, regolare e reagente. Grafoelementi ipnici normorappresentati. Isolate punte espresse sul vertice anteriore frammiste ai grafoelementi ipnici. SLI senza esito. CONCLUSIONI: Tracciato di veglia e sonno ben organizzato ai limiti della norma per isolate punte espresse sul vertice anteriore frammiste ai grafoelementi ipnici. Ora, secondo il Suo parere, è un bambino soggetto a rischi di epilessia, magari ora celata, o pur se ai "limiti della norma" (come dice il referto) è un tracciato che può "rassicurarci"? Il pediatra di base ha detto di non preoccuparci e nulla più. Nell'attesa, Le invio cordiali saluti.

Risposta di:
Dr. Gianpiero Molucchi
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia
Risposta

Si tratta di un quadro EEgrafico abbastanza frequente e non significativo in un bimbo così piccolo. Il collega pediatra ha ragione. Non è il caso di preoccuparsi, semmai occuparsi della condizione. Utili controlli dell'elettrocardiogramma ogni 6 mesi per un paio di anni. Buone cose

TAG: Bambini | Neuropsichiatria infantile
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