La Giornata internazionale dell'epilessia è un evento mondiale che ogni anno, il secondo lunedì di febbraio, promuove la consapevolezza verso una malattia neurologica cronica che colpisce 50 milioni di persone al mondo in più di 130 paesi.

Giornata internazionale dell’epilessia 2021

Anche quest’anno l’IBE - International Bureau of Epilessy e l’ILAE - International Ligue Against Epilessy promuovono in tutto il mondo la Giornata Internazionale dell’Epilessia, l’evento che intende divulgare le problematiche riguardanti l’epilessia, al fine di evidenziare le difficoltà delle persone affette dalla patologia e delle loro famiglie.

Quest’anno l’obiettivo è coinvolgere quante più persone a percorrere insieme 50 milioni di passi: un passo per ogni persona affetta da epilessia nel mondo. #50MillionSteps è un modo non solo per sensibilizzare e aumentare la comprensione dell'epilessia, ma anche raccogliere fondi per i gruppi e le associazioni di pazienti in tutto il mondo.

L’epilessia è tra le malattie neurologiche più diffuse, insieme a Parkinson e Alzheimer, e conta nel mondo 50 milioni di malati, di cui 6 milioni in Europa e 500 mila in Italia, con un un’incidenza in aumento nell’età infantile e senile. In molti casi la malattia si associa ad altri disturbi neurologici con conseguenze negative sulla qualità di vita della persona affetta.

Nuove speranze dall’intelligenza artificiale

L’epilessia, essendo una malattia cronica molto diffusa, è stata definita una malattia sociale che se non curata può avere un impatto negativo sull’autonomia generale dei pazienti e compromettere studi, lavoro, la partica sportiva, la guida e, non ultimo, mettere a repentaglio anche la vita.

Si tratta di un disagio cerebrale caratterizzato da una anormale attività elettrica del cervello che può causare convulsioni o comportamenti inusuali, sensazione di straniamento e, talvolta, perdita di coscienza. Il 70% di queste “manifestazioni” è controllabile attraverso trattamenti farmacologici prolungati nel tempo mentre, nei casi farmacoresistenti (1/3 del totale) sono necessarie valutazioni diagnostiche complesse per poter offrire prospettive terapeutiche valide.

Un passo avanti verso la gestione dei pazienti con epilessia lo ha fatto l’Intelligenza Artificiale e i cosiddetti algoritmi di apprendimento automatico (machine learning), studiando il modo di monitorare e soprattutto predire un attacco di crisi epilettica grazie a sistemi di apprendimento profondo (deep learning).

Dispositivi indossabili per predire gli attacchi epilettici

Per fare in modo che il paziente epilettico conduca una “vita normale” tra le ultime innovazioni presentate all'incontro annuale dell'American Epilepsy Society (AES) vi è uno studio su un dispositivo indossabile che, utilizzando sensori e algoritmi di deep learning, intende rilevare con precisione la comparsa delle crisi epilettiche al di fuori del contesto ospedaliero.

Il rilevatore, attaccato al polso o alla caviglia del paziente, raccoglieva dati su funzioni come sudorazione, frequenza cardiaca, movimento e temperatura. Quando veniva rilevato un attacco, il sistema attivava un avviso in tempo reale e memorizzava le informazioni sull’attacco in un archivio.

Sulla base dei dati raccolti i ricercatori hanno potuto addestrare così algoritmi di deep learning per rilevare automaticamente i segmenti di crisi epilettica e convalidare sul resto del set di dati le prestazioni degli algoritmi.

Lo studio suggerisce che l’uso di un dispositivo indossabile non invasivo potrebbe essere utilizzato a casa, a scuola e in altre ambienti quotidiani per anticipare le risposte di trattamento farmacologico prima della comparsa di un attacco epilettico.