Egregio Dottore, ho 34 anni e pratico attività sportiva/agonistica (ciclismo) da quando ero bambino; nel 1998 mi sono sottoposto con successo ad ablazione per WPW (scoperto casualmente in quanto asintomatico e senza aver mai avuto crisi di tachiradia) con eliminazione in radiofrequenza di via accessoria posteromediale e via nodale lenta. Il successivo controllo elettrofisiologico endocavitario dopo 4 mesi confermò la riuscita dell'intervento (non inducibili aritmie ma solo singoli echi nodali), considerandomi guarito e senza necessità di terapia farmacologica....il 22 aprile 2007 durante una gara ciclistica, accuso una forte tachicardia parossistica sopraventricolare documentata in ospedale da ecg e rientrata spontaneamente dopo 40-45 minuti con frequenza intorno ai 185 bpm.Il 7 di giugno mi sono sottoposto nuovamente a studio elettrofisiologico encocavitario in cui non è stata indotta alcuna aritmia neppure con infusione di isoproterenolo, ma solo singoli battiti reciproci giunzionali , sostenuti da un meccanismo di rientro coinvolgente in senso anterogrado una via paranodale lenta ed in senso retrogrado la normale via di conduzione nodo-hissiana. E' stata quindi effettuata ablazione transcatetere della via lenta coinvolta nel circuito di rientro, con successiva evidenza di non inducibilità di tachicardia giunzionale o singoli battiti di rientro.Le chiedo se, nonostante la non inducibilità allo studio di tachicardia, quella che mi ha colpito il 22 aprile scorso debba essere in qualche modo collegata alla doppia via nodale ancora presente e se, finalmente, posso "dormire sonni tranquilli". Mi è stato consigliato un Holter tra 3 mesi.Inoltre gradirei poter stimare con Lei i tempi previsti per la ripresa graduale dell'attività sportiva....pensa che un mese possa bastare per poter piacevolmente riprendere a pedalare?Grazie per la cortese risposta.Carlo