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12-12-2018

Prurito-pizzicore ovunque quasi ogni momento

Uomo, 28 anni. Sono in cura da uno psichiatra e da uno psicologo da Settembre per "DOC fluttuante" (diagnosi psichiatrica) che si esprime, ormai da cinque mesi, in svariate (per non dire fantasiose..) e intermittenti somatizzazioni a sfondo ipocondriaco-ansioso (spilli, tremori, scosse, parestesie, formicoli, pulsazioni, dolore muscolare, nodi alla gola, prostatiti immaginarie, fastidi al petto etc) e che mi ha portato a spendere un migliaio di euro in visite mediche inutili (dermatologo, neurologo, oculista, urologo, cardiologo, pronto soccorso, guardia medica etc..). Per una settimana sento un fastidio in una zona x che mi blocca ogni attività poi vado dal medico che mi rassicura e il tutto passa..poi viene un nuovo fastidio e il ciclo ricomincia senza fine. Prendo sertralina 50 mg al giorno (da Settembre) ma per ora nessun risultato. Idem psicoterapia.

Da una settimana avverto un leggero, migrante e intermittente prurito-pizzicore su arti, braccia e schiena senza manifestazione epidermica e senza altri sintomi. Non mi devo grattare perchè basta che massaggi la zona perchè il fastidio sparisca. A volte questa sensazione si accompagna a tensione muscolare. Il fastidio si sposta velocemente in zone opposte del corpo. Quando dormo e quando sto per svegliarmi non mi sembra di avvertire nulla ma la sera il fastidio cresce notevolmente di intensità. Devo avvertire lo psichiatra (o il medico di famiglia) o è una nuova somatizzazione? Per un piccolo intervento (senza alcun rapporto con questi disagi) devo fare l'analisi dell' emocromo, glicemia, azotemia, creatinina, transaminasi, gamma GT, elettroliti, proteine totali e frazioni, quadro siero lipidico, PTT, pCHE, CPK e ECG: può essere di qualche utilità in relazione al mio disturbo, ammesso che non sia psicosomatico?

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta
Salve, la strada dei controlli per rassicurarsi è un tunnel senza via d’uscita (troverebbe pace solo con l’autopsia dove davvero tutti i nodi vengono al pettine). Lì per lì si sente meglio poi può iniziare a pensare che: il medico si è sbagliato per superficialità, incompetenza o perché l’ha bollata subito come una ansioso ipocondriaco le analisi o le indagini strumentali sono sbagliate (può sempre succedere) quello che non c’era al momento della visita potrebbe essere subentrato un attimo dopo (si narra di gente morta nell’ascensore del cardiologo pochi minuti dopo una visita perfetta) Inoltre avrà certamente fatto caso che ogni risposta del medico dopo i controlli lascia sempre uno spiraglio aperto del tipo “Adesso non c’è assolutamente nulla, magari in futuro ricontrolliamo…” oppure “Lei non ha assolutamente niente, ma per scrupolo, visto che è tanto preoccupata potremmo…..” ed è in quello spiraglio che la sua mente si infila e rimugina. I medici oggi, assediati da avvocati bramosi di cause, fanno la cosiddetta “medicina difensiva” esagerando in analisi ed esami ed ognuno di questi apre a nuovi dubbi. Infine tenga anche conto che la maggior parte degli esami non sono solo lesivi del portafoglio ma anche della salute (i morti da prevenzione sono un fenomeno in aumento). Si chieda (anche parlando al suo terapeuta) piuttosto due cose: cosa è cambiato nella sua vita da averle acceso questa preoccupazione; forse il qualcosa che da allora sente che non va non è fisico e però non ha altro modo per farsi ascoltare che parlarle il linguaggio del corpo. cosa la preoccupa esattamente? La malattia o la morte e in entrambi i casi perché? Auguri
TAG: Psicologia
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