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Rimedi per il prurito intimo

rimedi per il prurito intimo
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

È un fastidio comune a molte donne, in particolare in età fertile e in menopausa, e spesso è sintomo della presenza di infezioni vaginali: il prurito intimo non va trascurato, soprattutto se persiste e se è accompagnato da bruciori, arrossamenti o perdite.

A causarlo può essere una infezione, l’igiene sbagliata o un abbigliamento non corretto. Tra i maggiori responsabili c’è la Candida Albicans quando il prurito si presenta assieme a perdite di colore biancastro. In altri casi, accompagnato a perdite giallastre, può essere segno di Trichomonas. In attesa di una visita medica e di una cura farmacologica mirata a risolvere il problema, ci sono diversi rimedi che si possono mettere in pratica per alleviare il prurito.

Prurito intimo: le cause

Gli agenti infettivi alterano il delicato equilibrio della normale flora batterica vaginale – composta per il 90% da lactobacilli acidofili – favorendo il sopravvento di ceppi patogeni. Vaginiti a parte, anche la carenza di estrogeni, per ragioni fisiologiche (menopausa, gravidanza) o mediche (per esempio asportazione delle ovaie o somministrazione di farmaci a effetto antiestrogenico) può causare il prurito intimo.

La capacità della flora batterica di mantenere un ph acido è favorita infatti soprattutto da un normale livello di estrogeni: gli ormoni permettono la crescita dell’epitelio vaginale superficiale che è ricco di glicogeno. I lactobacilli metabolizzano il glicogeno liberato dalle cellule e producono acido lattico che mantiene il ph ai normali livelli di 4.5-5. Quando si verifica dunque un’alterazione dei livelli ormonali – anche la pillola anticoncezionale svolge la sua parte – si è più esposte alle infezioni, che restano sempre la causa più frequente del prurito intimo.

Anche il contatto con gli assorbenti o con biancheria in tessuto sintetico, il costume da bagno indossato per molte ore, gli indumenti troppo aderenti, l’utilizzo di detergenti intimi troppo aggressivi: sono questi alcuni dei fattori che possono contribuire alla comparsa di prurito intimo. Anche una igiene non corretta, un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e grassi, e infine lo stress concorrono alla manifestazione del disturbo. Le cause possono essere molteplici e vanno indagate sempre con l’aiuto di uno specialista.

Prurito intimo: i rimedi naturali per alleviarlo

Ecco invece qualche rimedio naturale ad azione lenitiva in attesa della cura prescritta da un esperto. La camomilla ha una funzione calmante e antinfiammatoria per la pelle: alcune gocce di olio essenziale diluito in acqua tiepida applicati localmente alleviano un po’ il fastidio.

In sostituzione dei comuni detergenti si può utilizzare anche del bicarbonato di sodio diluito nell’acqua del bidet (due cucchiai) o per fare delle lavande vaginali. All’acqua del bidet o del bagno in vasca si possono aggiungere anche dei decotti a base di basilico o di rosmarino. Rametti dell’una o dell’altra pianta si fanno bollire in mezzo litro di acqua per circa mezz’ora e poi si fa riposare il tutto prima di unire il decotto all’acqua del bidet per la detersione.

Lo yogurt è un vero toccasana in caso di prurito intimo: bianco, al naturale e senza zuccheri aggiunti aiuta a ripristinare la flora batterica ed è perfetto per le infezioni intime causate da batteri, lieviti e funghi. Oltre all’assunzione con l’alimentazione quotidiana (a colazione o a merenda), lo yogurt si può applicare direttamente sulle zone intime come una pomata o con degli impacchi prima di coricarsi.

E a proposito di impacchi, anche il freddo può alleviare il prurito in caso di infiammazione: una borsa del ghiaccio o dei cuscinetti in gel raffreddati in freezer e poi applicati direttamente sulla parte daranno sollievo alla pelle. L’aceto di mele, infine, è un rimedio con proprietà antibatteriche e antifungine considerato utile se il prurito è causato da un’infezione fungina. Bisogna mescolarne un cucchiaio nell’acqua tiepida del lavaggio e applicarlo sulla parte interessata.

Per approfondire guarda anche: “Candidosi vaginale recidiva: come prevenirla?”

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