24-11-2017

Radicolopatia recidiva

Buonasera, ho 42 anni appena compiuti, sono alta 1,68 mt e peso 56 chili. Sono reduce da 3 traumi (2 incidenti stradali ed una manovra errata al collo) e conseguenti: - dolori cronici e fibromialgia con i quali ho imparato a convivere da 20 anni; - cervicobrachialgia, radicolopatia e 2 ernie inoperabili nel 2013 (C5 C6, C6 C7) dalle quali sono guarita (ernie riassorbite dopo 2 anni) pur essendomi trovata alcuni nervi indeboliti a causa dei quali la cervicobrachialgia si é ripresentata 2 volte (1 delle quali sono finita al PS con codice giallo) . Ques'anno, dopo una brusca frenata a febbraio, sono stata di nuovo male e nuovamente "curata" con targin finchè al centro terapia del dolore non oncologico, a maggio, mi hanno fatto infiltrazioni al collo di lidocaina e desametasone. Subito dopo sono stata malissimo e mi hanno detto di correre al PS. Lì mi han fatto la TAC senza contrasto, dopo avermi fatto 1 flebo di Fentanest (che non mi ha fatto nulla) dalla quale è emerso: Perdita della fisiologica lordosi cervicale con tendenza ad inversione della fisiologica curvatura avente fulcro in C5 (già sapevo di avere queste cose). Protusioni discali posteriori in C4 C5, C5 C6, C6 C7 e, più evidenti, improntano lo spazio liquorale premidollare. Canale rachideo di ampiezza conservata. Mal valutabile il contenuto rachideo distalmente a C6 per gli artefattida indurimento del fascio radiante generati dall'interposto cingolo scapolare.

Ho poi fatto la risonanza, dalla quale è emerso che le protusioni non erano preoccupanti ed il neurochirurgo quindi mi ha fatto fare una cura, (visto che la mano era gonfia come un pallone ed il braccio e collo bloccati), di CODAMOL, ORUDIS, PALEXIA e cerotto lidocaina che mi sono serviti pochissimo. Ho poi fatto una EMG dalla quale è emerso che c'erano segni miopatici con minima attività spontanea patologica in alcuni muscoli esplorati senza franchi segni neurogeni (ho poi fatto esame CPK per scongiurare una miosite focale). TRICIPITE BRACHIALE: reperti nei limiti con alcuni PUM di aspetto miopatico 1° INTEROSSEO SN: PUM miopatici con lieve attività spontanea patologica. (le vertebre interessate erano T1, C8, C7 e C6). Il neurologo, poi, ha diagnosticato una recidiva di radicolopatia e mi ha dato una cura con targin ed un integratore dicendo che se avessi continuato a sentire dolore mi avrebbe fatto lui stesso una EMG.

Ad agosto mi sono ripesa senza farmaci finchè, due settimane fa, ho fatto uno sforzo ed il dolore, che più passano i giorni più è lancinante (scosse fino alle dita continue ed il collo non so dove metterlo) (io continuo ad andare in ufficio con cuscini sulla seggiola e sotto al braccio e, memore delle esperienze precedenti, continuo a sforzarmi di usare mano e braccio onde evitare il muscolo si atrofizzi... preferisco il dolore). Il medico di base, che ha detto che la C5 è la vertebra più fastidiosa e che avendo queste protusioni bisogna andarci cauti e non fare mai più infiltrazioni o manipolazioni, mi ha fatto prendere per 7 giorni il muscolril invano, poi mi ha prescritto urbason e brufen 800 ma dopo 3 giorni di cura inutili oggi mi ha prescritto il targin 10 mg alla sera e se in pochi giorni il dolore persiste me lo farà assumere anche alla mattina...

Ora io chiedo... mi sapreste dire da chi andare per risolvere questo problema alla radice? I medici hanno stabilito che ho un'elevata soglia di sopportazione del dolore (tant'è che anche le anestesie, ad esempio dal dentista, devono sempre essermi fatte in dosi massicce) ma vi giuro che questo dolore, con il quale convivo, sta diventando estenuante. Vi ringrazio anticipatamente ed infinitamente.

Risposta di:
Dr. Daniele Prosetti
Specialista in Neuroradiologia e Radiodiagnostica
Risposta

Senza le immagini è difficile giudicare. Soprattutto capire se eventualmente è indicato un intervento chirurgico o no. In sintesi generale si può dire che: 1) la Fibromialgia non è conseguente a traumi e manipolazioni ma è costituzionale. 2) le ernie non guariscono; si riassorbono le porzioni estruse per disidratazione, come è accaduto a lei, ma il disco resta degenerato e ridotto di ampiezza, con conseguenti dolori cronici. 3) se ha bisogno di dosi massicce di anestetico lei non ha elevata soglia di sopportazione al dolore ma, al contrario, bassa soglia. Il che richiede più elevate dosi di farmaco. 4) i farmaci che sta prendendo sono corretti. Purtroppo "risolvere il problema alla radice" non è possibile. Cordialmente

TAG: Chirurgia | Neurochirurgia | Ortopedia e traumatologia
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