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28-01-2004

Recidiva da epatite C

Sono trapiantato di fegato dall'ottobre 1999 per Epatite C evolutasi in Cirrosi. Subito dopo il trapianto mi é stato comunicato di avere una recidiva di Epatite C. A marzo 2003 sono stato sottoposto a Biopsia del fegato a seguito della quale mi é stata riscontrata "una severa epatite C cronica attiva con difficile stadio di iperattività e moderata attività lobulare. Fibrosi di III grado. Valori di laboratorio: UREA 56.5, GPT 80, Leucociti 3.700, Piastrine 138.000, i restanti valori normali" (i termini della biopsia sono una traduzione dal tedesco visto che sono seguito dal un centro trapianti austriaco). Mi viene quindi indicato di provare una terapia antivirale (Interferone settimanale) per cercare di abbassare l'avanzamento dell'epatite. La mia domanda é: essendo io trapiantato e dovendo già assumere farmaci antirigetto, che rischi posso avere in più rispetto ad un paziente normale seguendo una terapia del genere? Rischio di innescare una maggiore velocità al virus? Al riguardo faccio presente di aver già seguito tale cura prima del trapianto con tutti i sintomi connessi e di non aver avuto alcun successo.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
La terapia che le hanno consigliato è quella che si ritiene utile nelle reinfezioni da epatite C nel post-trapianto. Ovviamente i risultati della terapia sono più difficile da ottenere rispetto ad un soggetto non trapiantato in quanto la terapia anti-rigetto, deprimendo il sistema immune, riduce la possibilità di eliminare il virus da parte dell’organismo.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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