L’ESPERTO RISPONDE

si dedica a uno sport estremo ... lo devo far visitare ?

Egregi Proff.sono la mamma (59 anni) di un ragazzo di 17 anni che non ha piu' il papa' da quando ne aveva 9.Mio figlio frequenta il 4° liceo scientifico con profitto, ma il problema che vorrei sottoporre al Loro giudizio e' un altro.Egli soffre per il fatto che a tuttoggi non ha una ragazza, ha dentro di se' una rabbia che lo porta a volte nelle nostre discussioni (che immancabili avvengono tra mamma e figlio) ad essere molto nervoso,e capitato che piu' di una volta ha preso qualche sedia e l'ha rovesciataLui si confida con me dicendomi che non deve pensare che non ha una ragazza e per questo si dedica ad uno sport estremo che si chiama kik boxe, io non so come aiutarlo,secondo Loro devo farlo visitare da uno specialista del ramo? e se si potrebbero Loro indicarmi qualcuno tenendo presente che abito in provincia di Salerno,citta' che mi e' facile raggiungere.Certa della Loro gentile risposta,saluto cordialmente,Immacolata

Risposta del medico
Specialista in Psicoterapia

Gentile signora, mi mancano informazioni più dettagliate e pertanto tento una risposta che potrebbe risultare del tutto azzardata. Però, a tutta prima, vorrei tener conto che lei è diventata madre a 42 anni e che a 51 è rimasta vedova. Credo che ambedue gli eventi abbiano un significato importante nella sua vita, soprattutto per quanto riguarda l'impegno e le energie che lei ha dovuto investire per adattarsi a queste due situazioni. Certo, la... Continua nascita ha sicuramente rappresentato un momento felice; immagino però che (soprattutto nel caso sia l'unico figlio) anche una grande fatica che tuttora continua. Soprattutto perché continuamente si sente sfidata ad avere fiducia, spesso "alla cieca" per quanto riguarda la crescita e il divenire di suo figlio.A me sembra che il ragazzo, tenendo conto anche della realtà geografica e sociale in cui è inserito, sia del tutto "normale" nei comportamenti, nelle scelte di vita e nelle ambizioni.Vale la pena comunicargli più fiducia (aiutandosi magari, ogni tanto, accendendo anche qualche candela per scongiurare eventuali pericoli in cui potrebbe incorrere suo figlio) e nello stesso tempo avere la possibilità di confrontarsi con altre mamme e con altre realtà che l'aiutino a sdrammatizzare il suo timore. Creda di più in suo figlio e nelle sue capacità e allo stesso tempo abbia fiducia ... tutto ciò che ha fatto e sta facendo è sinceramente amore. Allenti però la pressione e il controllo, perché rischia di limitare l'ampiezza decisionale e la libertà di suo figlio. Con molta cordialità. Dott. Tripeni

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