02-05-2018

Solitudine e panico

Salve, sono una ragazza di 16 anni e volevo chiedere il motivo per la quale mi succede di sentirmi “male” quando sto sola. Ora spiego meglio, sono una persona che deve sempre essere organizzata e avere qualcosa da fare, premetto che sono anche molto pigra, però non riesco a stare un pomeriggio o un intero giorno stando sola. Inizia a venire il panico, mi viene da piangere, mi sento mancare l’aria, per calmarmi prendo la valeriana.

Non sto passando un brutto periodo e comunque sia non sono quasi mai triste. In passato queste reazioni le associavo al fatto che ero triste, per varie ragioni; ma adesso non capisco il motivo per il quale non sono in grado di restare sola anche solo per un pomeriggio e di controllare il mio corpo e le mie reazioni. Sarei molto felice di avere un parere o qualche consiglio da parte vostra

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Ciao,

l’ansia, o paura della solitudine come in questo caso, è un’emozione che tutti quanti abbiamo provato di fronte alla percezione di una minaccia, ma questo non implica necessariamente che in seguito si sia sviluppato un disturbo d’ansia. Normalmente quando proviamo ansia di stare da soli mettiamo in atto delle strategie per ridurre o eliminare la minaccia, ripristinando in questo modo la precedente situazione di normalità. Quindi che cosa fa sì che l’ansia fisiologica si trasformi in ansia patologica e si strutturi un disturbo d’ansia?

Nei disturbi d’ansia di stare soli, l’attivazione fisiologica che segue la percezione di una minaccia nell’ambiente (essere soli senza protezione in uno stato soggettivamente di vulnerabilità) viene valutata a sua volta in maniera catastrofica dal soggetto, diventando essa stessa una minaccia, spesso ancora più grave della minaccia esterna che ha funzionato da fattore scatenante. Si crea così un circolo vizioso in cui l’interpretazione errata e catastrofica dei sintomi dell’ansia aumenta le sensazioni sgradevoli e queste a loro volta rinforzano l’interpretazione catastrofica. Ti consiglio se il problema persiste, di chiedere al tuo medico di base per farti visitare da uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale.

Auguri

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