29-04-2008

Sono un uomo di 46 anni, podista da più di 20

Sono un uomo di 46 anni, podista da più di 20 anni, l'anno scorso nel mese di marzo 10 giorni prima della maratona di Roma, ho svolto un allenamento più specifico per la velocità affaticandomi. Infatti ho affrontato la gara con una freq.cardiaca di 100 battiti al minuto. Con grande sforzo ho terminato la gara in 4 ore e 15 minuto, 1 ora al di sopra del mio miglior tempo. Nel viaggio di rientro a casa con il treno e da solo ho vissuto 7 ore di grande panico dove il cuore me lo sentivo in gola. Da quel giorno ilmio cardiologo regolarizza il mio battito con un betabloccante ATENOL mg 100 un quarto di pillola la mattina. In concomitanza a tale evento a seguito di dolori e disturbi avvertiti al centro del petto e dietro la spalla sempre in direzione del petto il gastroenterologo mi ha effettuato una gastroscopia diagnosticandomi una incontinenza cardiale che curo con pantorc 40 mg e gaviscon a bustine. Le domande sono: posso continuare a fare sport, i dolori al petto sono veramente legati al reflusso gastro-esofageo, quando posso eliminare la pillola ATENOL ? Ho chiesto il parere di diversi cardiologi, ho capito che ci sono due scuole di pensiero, una consiglia di prendere lapillola a vita, l'altra di intervenire con l'ablazione per eliminare definitivamente il problema. Corro da piùdi venti anni e non ho avuto mai problemi di affaticamento, vivo un periodo sotto stress da lavoro, famiglia, sport, mio padre è morto da infarto a 82 anni, quale è il mio destino?
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
quello di continuare a fare molti chilometri a piedi, in serenità. Compare una parolina “strana” nella sua lettera: ABLAZIONE! - Ablazione di che cosa? Si ablano delle tachiaritmie ben identificate. Forse una Fibrillazione Atriale?? Non me ne ha parlato. Dovrà essere più chiaro! In ogni caso di fibrillazione atriale non è mai morto nessuno. Certo, sappia che il cuore del podista è un cuore molto performante, ma non è indenne da aritmie. E' come un motore elaborato – non necessariamente rimarrà perfetto per sempre (anche le Ferrari si starano, e devono fare check in). Ma sicuramente rimarrà un cuore sano. E seppoi svilupperà qualche aritmia benigna, beh, allora dovrà autoconvincersi che è arrivata l'ora di correre le mezzemaratone o i 10 km, ad una velocità magari più dilettantistica. Ma se il suo spirito invece è molto competitivo e la sua passione la porta all'agonismo, allora accetti l'ablazione. Buon allenamento!
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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