L’ESPERTO RISPONDE

Sperimentazione clinica

Egregio dottore,
ho 55 anni e sono un malato di "Epatite cronica HCV (1b) correlata", diagnosticata nel 1993 ma infettato nel 1979-1980 a seguito trasfusioni per incidente stradale (accertato dall'ULSS).Sono stato sottoposto a terapia con interferone (6 MU x 3 alla settimana) per 5 mesi (Ottobra 1994 - Febbraio 1995) ed individuato come non responder e quindi la cura fu sospesa.



Alla data della sospensione : AST 61; ALT 84; gGT 108 ed all'incirca tali si sono mantenuti fino al settembre 2005 quando sono stato sottoposto ad altri esami per un nuovo ciclo di terapia.



Il 15.4.2005 ho eseguito una eco-epatica che ha dato i seguenti esiti: steatosi, dimensioni nei limiti, colelitiasi: Esame obiettivo: fegato a 6 cm sotto l'arco di consistenza aumentata e a margine acuto.



Il 12.7.2005, ricoverato in DH e dimesso con i seguenti esami più significativi:



- AST 59 (5-40); ALT 84(5-50); gGT 100 (0-65); HbsAg negativo; Anti HCV positivo; HCV RNA qualitativo positivo; HCV RNA quantitativo >700.000 UI/mL; genotipo 1b; autoanticorpi organo non organo specifici: positivi 1/640 gli APCA.

- Biopsia epatica ecoguidata: grado 2 e stadio 2. METAVIR score A1-F2.





Il 21/10/2005 ho iniziato la terapia con interferone peghilato e ribavirina.

All’inizio cura gli esami erano: AST 49; Alt 76; gGT 109.

Dopo 40 settimane la cura è stata sospesa perché P-HCV-PCR positivo e gli esami davano : AST 37; ALT 41; gGT 46.



Il controllo sangue del 15/12/2005 ha dato i seguenti esiti: AST 49; ALT 62; HCV-RNA quantitativo (regione 5’ – UTR) >700.000 UI/mL.



QUESITO:



Il medico mi ha proposto di rifare la cura con interferone perghilato e ribavirina con l’aggiunta di un nuovo prodotto (un'altra pastiglia) che dovrebbe uscire nella prossima primavera, e che sembra efficace per i soggetti con genotipo 1b, che, a quanto mi dicono, è il peggiore di tutti per quanto riguarda il successo delle terapie.



Chiedo gentilmente il Suo autorevole parere su tale innovativa cura in associazione all’ interferone perghilato e ribavirina ovvero se esistano altre terapie in arrivo, per cui vale la pena di attendere.



Inoltre, se gentilmente è possibile, gradirei conoscere gli “scenari futuri” del mio fegato alla luce degli esami sopra riportati, ben sapendo del rischio che corro di ammalarmi di cirrosi e/o qualcosa di peggio.

Ma, si sa, la speranza è l’ultima a morire e l’importante è non arrendersi mai.

Grazie per la Sua disponibilità e gentilezza.

Risposta del medico
Dr. Fegato.com
Dr. Fegato.com
Non esistono attulmente dati certi sulle terapia alternative alla terapia standard con IFN-peghilato e ribavirina per l’epatite C. Pertanto quello che le è stato proposto è, verosimilmente, di far parte di un gruppo di pazienti in sperimentazione clinica, proprio per verificare la eventuale maggiore efficacia della nuova terapia (con l’aggiunta di vaccino, timosina, inibitori delle proteasi, altro ?). Non è possibile quindi in questo momento esprimere un giudizio su tali terapie future. Riteniamo tuttavia che le sue condizioni indicative di una progressione del danno epatico invoglino a sottoporsi ad ulteriori cicli terapeutici.
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