Un nuovo farmaco contro la celiachia

Un nuovo farmaco contro la celiachia

Una nuova speranza per chi soffre di celiachia: è in sperimentazione un farmaco in grado di proteggere dai rischi della contaminazione nascosta.
In questo articolo:

Un farmaco sperimentale che protegge le persone celiache dall’esposizione accidentale al glutine. È il risultato di uno studio finlandese che sarà presentato durante la Digestive Didease Week (Ddw) 2018, dal 2 al 5 giugno prossimi, a Washington, negli Stati Uniti.

Una dieta priva di glutine è oggi l’unica opzione disponibile per il trattamento della celiachia, ma per i pazienti è molto difficile evitare completamente il contatto con il glutine. Il rischio di contaminazione indiretta degli alimenti è costante: i cibi possono contaminarsi durante le fasi della loro lavorazione, il confezionamento, la cottura, l’etichettatura.

«Il glutine è presente in posti insospettati come rossetto, dentifricio e persino medicine», spiega l’autore dello studio, Francisco Leon, della University of Tampere. Il risultato è che una buona parte dei pazienti celiaci continua a presentare una infiammazione della mucosa intestinale nonostante una ferrea dieta priva di glutine.

Il farmaco Amg714, una barriera contro il glutine nascosto

Il nuovo farmaco messo a punto dai ricercatori finlandesi potrebbe dunque fare da scudo contro l’assunzione involontaria del glutine nascosto e si chiama Amg714.

Come funziona? Si tratta di un anticorpo monoclonale sperimentale che blocca l'interleuchina-15, un importante mediatore della celiachia e ciò che guida la reattività al glutine. Amg714 ridurrebbe così il numero di sintomi, come dolori addominali, diarrea e stanchezza cronica.

Il farmaco, per ora in sigla, «è stato studiato per offrire una protezione contro una contaminazione modesta – precisa Francisco Leon – e quindi non per il consumo di grandi quantità di glutine, come pane o pasta».

Il farmaco contro la celiachia: l’esperimento

Durante il test, Leon e colleghi hanno somministrato in modo casuale una delle due dosi di Amg714 (150 o 300 mg) o un placebo a pazienti celiaci, per via sottocutanea e per sei volte nell'arco di 12 settimane.

Lo studio è avvenuto in doppio cieco: né i ricercatori (né ovviamente i pazienti) sapevano a chi era stato somministrato il farmaco e a chi il placebo. Un sottogruppo di 49 pazienti, inoltre, ha ricevuto una dose di glutine di circa 2,5 grammi al giorno per 10 settimane. Al termine dell’esperimento, i ricercatori hanno rilevato che sebbene il farmaco non si sia dimostrato in grado di prevenire completamente le lesioni delle mucose causate dall’ingestione di glutine, c’è stata comunque una diminuzione dell’infiammazione intestinale.

Gli effetti innescati dal glutine si sono ridotti nei due gruppi di pazienti trattati con l’Amg714 (in particolare in quelli che avevano assunto la dose più massiccia), rispetto a quelli trattati con il placebo, che hanno invece sperimentato un aumento dei classici sintomi. Il farmaco sperimentale ha ridotto l'infiammazione intestinale nel gruppo trattato con il glutine il quale, a differenza dei pazienti che avevano ricevuto placebo, non ha riscontrato un aumento della diarrea.

Non si sono rilevati significativi effetti collaterali legati al farmaco se non reazioni nel sito di iniezione e dolore. Le reazioni più avverse sono state mal di testa e infezione del tratto respiratorio superiore. «La nostra speranza – è l’auspicio dei ricercatori – è che questo farmaco possa consentire ai pazienti celiaci di sperimentare meno sintomi dovuti all’assunzione di glutine», e non, dunque, di permettergli di assumere liberamente alimenti a base di farine. Intanto gli studi su questa molecola procedono per determinare il miglior regime di dosaggio.

Per approfondire guarda anche: “Celiachia: la diagnosi”

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