11-05-2018

Tumore endometrio

Buongiorno, sono una donna di 38 anni. Il 6 febbraio 2017 mi sono sottoposta a isteroscopia operativa per una polipectomia. Il risultato dell'istologico ha evidenziato su uno dei due polipi asportati un adenocarcinoma di tipo endometroide. Un mese dopo e precisamente il 6 marzo mi sono sottoposta ad una seconda isteroscopia. I risultati dell'istologico hanno evidenziato un’ iperplasia ma non la presenza dell'adenocarcinoma.

Poichè ho 38 anni e da circa tre anni sono in cerca di una prima gravidanza i medici che mi hanno in cura mi avrebbero prospettato la possibilità di una terapia conservativa illustrandomi che tali terapie al momento sono solo sperimentali e l'unica terapia accreditata oggi è l'isterectomia. I vetrini relativi alle prime e alle seconde biopsie sono stati sottoposti a rilettura da parte di un altro patologo, che ha confermato le diagnosi, unica differenza che dal primo esame istologico risultava essere un G2 ( moderatamente differenziato), ma alla rilettura del vetrino il patologo di fiducia del Prof. che mi ha in cura ha rilevato un G1 (ben differenziato). A marzo 2017 ho fatto sia la Tac che la Pet che sono risultate negative. Inizialmente, convinti di fare l'isterectomia il prof. ci ha prospettato come preferibile la terapia conservativa consistente nella spirale Mirena per 4-6 mesi con controlli ogni 3 mesi. A giugno 2017 il prof. prova a inserirmi la spirale ma ho avuta una reazione vagale fin quasi allo svenimento.

Abbiamo quindi concordato di inserirla in sedazione e, su mia richiesta, è stata effettuata in quella sede la terza isteroscopia operativa (la seconda era degli inizi di marzo). L'esito di questa biopsia è negativo, nessuna traccia di iperplasia. A novembre 2017 tolgo mirena dopo 6 mesi e a gennaio faccio ennesima isteroscopia con biopsia. Esito: endometrio prolifersativo con focali aspetti disfunzionali. Endometrio coordinato e apparentemente ritardato.

A questo punto mi danno un pò di tempo per provare ad avere una gravidanza naturalmente. Dopo tre mesi di prova nulla è successo. All'ultima visita di controllo il prof. dice di fare un'altra isteroscopia, di togliere un mioma im ss di 2 cm localizzato sulla parete posteriore che ho da anni e che mi hanno sempre detto che non comprometteva la possibilità di rimanere incinta. Successivamente, se tutto negativo, iniziare un percorso di pma. Sinceramente al momento sono molto confusa, inizialmente ero molto proiettata verso l'intervento di isterectomia, anche perchè le linee guida sono indirizzate in questo senso. Poi mi è stata prospettata questa possibilità, basata su terapie sperimentali e poco consolidate dall'esiguo numero di casi trattati, che comporta dei rischi, ma non ho ben chiaro quali sono questi rischi. Mi hanno, inoltre detto, che se decido per l'isterectomia, le ovaie sarebbero preservate vista la mia età. In tutta sincerità può avere senso tutto ciò che sto facendo? Oppure sto rischiando troppo? Inoltre,da novembre ad oggi sono senza mirena e senza nessuna terapia: è prudente? Infine un percorso di pma può esistere nel mio caso? Ringrazio in anticipo per le risposte.

Risposta di:
Dr. Maurizio Simonelli
Specialista in Ginecologia e ostetricia
Risposta

Non farei assolutamente la miomectomia mentre metterei il Mirena ancora 6 mesi: dopo proverei ad avere una gravidanza per 2 anni. Se non viene da se’ isterectomia totale con salpingectomia bilaterale e conservazione delle ovaie

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