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04-12-2018

Uremia _ via escretrice renale

Salve dottore, approfitto di questa opportunità per sottoporle il quadro clinico.Sono una donna di 38 anni affetta da paraparesi agli arti inferiori sin dalla nascita per parto gemellare prematuro al settimo mese di gravidanza. Adesso mi è sorto un' altro problema. È da più 3 mesi che ho avuto seri problemi a causa di una rottura improvvisa della via escretrice renale sinistra.Tutto è accaduto il 24 Agosto. Quella notte ebbi grandi dolori improvvisi nella parte bassa dell'addome sinistro. Ignara di quello che poteva essere, non avendo mai avuto problemi ai reni, andai al pronto sorso, e dalla tac con mezzo di contrasto si evidenzio' questa rottura con molta fuori uscita interna di urina. Sia nella prima tac, che nelle successive non si evidenziavano calcoli renali.... Nonostante non si evidenziassero calcoli, alcuni urologi hanno sospettato il passaggio di un calcolo, come causa dell'accaduto.... Ho portato per 3 mesi uno stent con catetere vescicale, come suggeritomi dai medici per non fare risalire l'urina. (Nella settimana antecedente all' accaduto, ebbi della febbricola e prima ancora della febbricola ebbi una forma di dermartosi squamante sul viso,( io soffro di dermatite e psoriasi). Dopo una settimana dall'introduzione di stent e catetere ebbi febbre da infezione, che si ripeté per altre 2 volte con conseguenti ricoveri e terapie con antibiotici pesanti... L'ultimo ricovero per febbre infettiva l'ho fatto il 25 Ottobre con conseguente ricovero di 18 giorni con terapia antibiotica per batterio eskilo Coli( carica batterica 2.000.000 e resistente. In quella occasione è stato tolto lo.stent e il catetere dopo 17 giorni di ricovero e cure antiobiotiche, e curato anche il fungo della candida, riscontrato nelle successive analisi. Sin dall'accesso in ospedale, in quest'ultimo ricovero si è evidenziata una dilatazione lieve del rene sinistro, ( il lato dove è stato posizionato lo stent),(questa dilatazione non si era evidenziata prima). Adesso sto facendo terapia antibiotica con levoxacin 500, 1cp al die, per 10 giorni , perché da ultima urinocultura è stato scoperto ancora altro batterio: klebisiella pneumenie, ( carica batterica 100.000). Una settimana dopo le dimissioni rifatta ecografia senza stent e catetere, ed il rene risultava ancora dilatato. Fatto anche esame flussometrico, e la minzione risulta regolare, per cui mi è stato sconsigliato di fare esame urodinamico, escludendo cosi' come possibile causa dell'accaduto un mal malfunzionamento della vescica. Invece, mi è stato detto di fare un'altra tac con contrasto, ad un mese da distanza dall' ultima ecografia. Tra due mesi di fare una scintigrafia renale, non tanto per analizzare il funzionamento dei reni, (che dalle analisi al sangue risultano normali), quanto più una possibile occlusione. Poi fare un esame ginecologico per possibile endometriosi...visto che ho il ciclo mestruale un po' dolorante... Ma io mi chiedo se la rottura della via escretrice è stata alta a cosa serve fare un esame per endometriosi? Inoltre, io soffro di colite ulcerosa,( da qualche mese non ho più sangue seguendo una cura). Infine, mi chiedo che visto che sono affetta da paraparesi spastica agli arti inferiori sin dalla nascita, se questo più avere un nesso con l'accaduto, visto che il.mio lato più colpito è il sinistro, ( il lato dove si è verificata l'uremia...). Specifico anche che qualche mese prima che mi accadesse il fatto le ultime si presentavano occasionalmente scure, ma non ho mai avuto problemi nella minzione, solamente ho da sempre sofferto di episodi di lieve incontinenza occasionale... Mi scuso per il potrarmi, ma ho bisogno di capire cosa fare e come muovermi. Al.momento non ho dolori al rene, solo lievi fastidi al fianco sinistro. Grazie in anticipo. Graziella
Risposta
La rottura delle cavità endorenali con fuoriuscita di urina (infrazione del fornice caliceale) avviene esclusivamente come conseguenza di una colica renale intensa, come quella che lei ha accusato, verosimilmente per l'espulsione di un (piccolo) calcolo. Gli accertamenti non hanno dimostrato il calcolo perché già espulso, ma anche le urine scure emesse in precedenza ne testimoniano la quasi certa presenza. In questo dunque concordiamo con l'opinione degli altri Colleghi che la hanno seguita. In seguito lei ha portato lo stent ureterale per un tempo molto lungo, assai di più di quanto noi riteniamo consigliabile, questo ha innescato una serie di complicazioni infettive, abbastanza comuni in queste condizioni, in particolare in un soggetto come lei, con disturbi intestinali e probabile squilibrio della flora batterica. Questo squilibrio è anche accentuato dalle terapie antibioticheenergiche e protratte. La presenza dello stent causa anche un reflusso di urina verso il rene e può giustificare la comparsa di una lieve dilatazione. In base a quanto ci riferisce, non abbiamo elementi per giudicare sulla necessità di ulteriori accertamenti funzionali ed alla ricerca di una possibile endometriosi, che comunque riteniamo abbastanza improbabile, consierando che non parrebbe essere stata neanche sospettata da quanto finora eseguito. L'indiczione più condivisibile resta quindi la ripetizione della TAC dell'addome con mezzo di contrasto tra qualche mese, posto che nel frattempo non si dimostrino ulteriori alterazioni.
TAG: Urologia
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