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L’ESPERTO RISPONDE

Verosimile utile terapia chirurgica

Gentilissimi dottori buonasera!vi sottopongo subito il mio problema. Maschio, 35 anni, fumatore, stato di salute più che buono. Dopo circa 3 giorni di dolore molto intenso in zona perianale (sul lato destro) con rigonfiamento e tumefazione dolenti al tatto, dolore anche in posizione seduta, eretta e nel camminare in genere, leggera febbricola (max 37.2) e malessere generale, mi sono recato la scorsa notte in pronto soccorso (Policlinico di Milano) dove il medico che mi ha visitato mi ha diagnsticato un ascesso perianale. A seguito della visita lo stesso medico mi ha indicato una terapia a base di Augmentin 2 volte al dì per 10 giorni + pomata ictammolo 2 volte al dì per giorni. Tale terapia è volta, così mi ha detto il dottore, a far rientrare l'infezione/infiammazione nell'arco dei prossimi 6/7 giorni così da potermi recare per una valutazione più approfondita da un medico chirurgo per decidere il da farsi.Ora vi chiedo:1) è corretta la terapia indicatami in Pronto Soccorso? In caso non la condividiate appieno cosa suggerite al fine di migliorare la sintomatologia dolorosa?2) dopo quanto l'antibiotico + pomata inizieranno a sortire il loro effetto? Questa mattina a colazione ho preso la prima pillola di antibiotico ma nulla è cambiato e ho ancora dolore intenso e gonfiore.3) E' necessario aspettare una settimana per recarmi da un chirurgo? La mia paura è infatti prendere l'antibiotico ma continuare a "soffrire" per una settimana inutilmente. 4) Ho provato a chiedere appuntamento ad uno specialista proctologo. La prima disponibilità è fra circa una settimana ma poi mi chiedo se, qualora riuscissi a anche a trovarne uno disponibile domani, sarebbe in grado di visitarmi in modo più approfondito dato il quadro attuale contraddistinto da gonfiore e dolore intenso.5) come comportarmi in questi giorni? Posso andare a lavoro (svolgo un'attività piuttosto sedentaria in un ufficio), che cibi eventualmente preferire/abolire, particolari accorgimenti pratici da adttare.6) Infine, qual è la terapia risolutiva in casi come questi? Esclusivamente chirurgica o si può sperare in qualche modo di evitare l'intervento?Vi chiedo scusa se mi sono dilungato troppo, è che dopo 3 giorni di dolori così intensi sono un po' demoralizzato.Attendo fiducioso un vostro cortese riscontro e, ringraziandovi già da ora, vi saluto cordialmente.
Risposta del medico
Dr. Piero Gaglia
Dr. Piero Gaglia
Specialista in Chirurgia generale e Oncologia

Egr. Signore,
La guarigione di un ascesso (vero, cioe’ una cavita’ contenente pus), ovunque sia situato, avviene con il drenaggio (fuoriuscita) del Suo pus dalla cavita’ stessa.
La fuoriuscita puo’ essere spontanea (il pus si crea una strada da solo), o chirurgica (la parete della cavita’ ascessuale viene incisa).
Soltanto nella fase che precede l’ascesso (flemmone), in cui l’infiammazione e’ ancora diffusa, si puo’ avere una guarigione con terapia medica (antibiotici).
Solo una visita diretta permette di effettuare una diagnosi differenziale fra flemmone e ascesso, ed eseguire la terapia corretta. Devo immaginare che al momento della visita al pronto soccorso si fosse nella fase di flemmone.
Un’altra cosa: l’efficacia di una terapia antibiotica si valuta non prima di 48 ore dall’inizio effettivo della terapia stessa.
Cordialita’
Dott. Piero Gaglia
 

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