04-01-2018

Visioni al buio in dormiveglia?

Buongiorno,

vorrei un parere su questa problematica che sto riscontrando recentemente.

Premetto di non aver mai avuto problemi nel sonno, è un sonno leggero ma è sempre stato tranquillo. Lo scorso anno, dopo un forte periodo di stress, ho iniziato a soffrire della "paralisi del sonno" e attacchi di panico ( sono asmatica quindi mi sono spaventata moltissimo le prime volte perche mi sembrava di non riuscire a repsirare).

Col passare del tempo, in connessione a questi episodi, ho iniziato ad avere delle "visioni".. di bambole dall'aspetto cattivo. Mi sono preoccupata dato che non credo sia una cosa normale, ma dopo 2/3 mesi il tutto si è ridotto e non gli ho piu dato caso. Questa mattina mi sono svegliata verso le 5/5.30 (quando il mio ragazzo è andato al lavoro) allora mi sono rimessa giu a dormire.. facendo fatica, appena entro nello stato di dormiveglia ad un tratto sento come una scarica di energia che mi "sveglia" ma sono inabile di muovermi e aprire gli occhi.

Non è la prima volta che mi capita.. Vedo cose strane, che mi spaventano. Questa mattina vedevo me stessa alzarmi e cercare di accendere la luce per far smettere tutto cio. Andavo giu per le scale, urlavo e sembravo poco lucida. (Ovviamente tutto questo era nella mia testa perchè "vedendo" ció non riuscivo a fare nulla, pur essendo coscente che quelle visioni non fossero realtà). Sono molto preoccupata.. mi capita spesso ogni volta che il mio ragazzo va via per andare al lavoro di mattina e io rimango sola in camera.

Ho venti anni e non vivo lontana dalla mia famiglia. Cosa potrebbe essere? Mi scuso per essermi dilungata.

Grazie per l'aiuto.

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Salve,

possiamo in linea teorica dire, che si tratta di disturbo d'ansia con panico e disturbi del sonno da forte stress da separazione e senso di solitudine. In altre parole in situazione di forte stress, Il cervello sta tentando, nei limiti delle sue capacità, di esaudire quel desiderio, ossia quello di essere altrove (non sola).

Tale reazione, non controllata, avviene automaticamente in alcuni soggetti di fronte ad occasioni e/o periodi portatori di intensi stress in cui si desidera intensamente prenderne le distanze. Il nostro cervello non può ovviamente materializzarci davvero da un’altra parte ma, per difenderci, ci dà questa illusione, tanto da creare in molte occasioni, a livello allucinatorio, la sensazione di osservarci da un’altra prospettiva come se fossimo un’altra persona, estremizzando il desiderio iniziale da “non voglio essere lì” a “quello che vive quell’esperienza non voglio essere io”!

Questa sensazione è ciò che viene definita dissociazione, ossia la percezione illusoria di estraniazione dal resto del mondo.

Saluti e Auguri di Buon Anno

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