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Il sonno del bambino nei primi anni di vita

Il sonno del bambino nei primi anni di vita

Coliche addominali, paura del buio, mostri e incubi sono i fattori di disturbo più comuni del sonno dei bambini, già nei primi anni di vita.
In questo articolo:

Neonati e problemi di sonno

"È ora di andare a nanna!": una frase che dà inizio alle solite scaramucce serali. È ormai passata da molto l'ora di cena, ma, a quanto pare, il piccolo non ha alcuna voglia di andare a letto. I capricci, un programma divertente in TV, la voglia di rimanere al centro dell'attenzione (soprattutto se ci sono ospiti!) non incoraggiano assolutamente i più piccoli al riposo notturno. In genere per questi bambini un po' irrequieti ci vorrà almeno un'ora perché si addormentino.

Premesso che i bambini hanno ritmi di sonno diversi da quelli degli adulti (il neonato, per esempio, dorme addirittura 18 ore al giorno; soltanto dopo il 6° mese le ore di Sonno necessarie diminuiscono, fino ad arrivare a circa 8-9 ore intorno ai 4 anni), va considerato che molto spesso questa reticenza ad andare a letto potrebbe non trattarsi di un semplice capriccio, ma di un disturbo legato all'età.

Nei primi mesi, il neonato è talvolta soggetto a piccole coliche addominali; si può rimediare a questo fastidio semplicemente massaggiandogli la pancia, così da permettere ai gas intestinali presenti di fuoriuscire. Solitamente questo è l'unico motivo che rende irrequieto il Sonno del piccolo.

Paura della separazione

Man mano che il bimbo cresce, la stimolazione degli oggetti comuni di ogni giorno è per lui una scoperta sempre nuova. Quando è l'ora di andare a letto, un bambino tra i 6 e gli 8 mesi capisce che sta per essere separato da tutte le scoperte che, durante la giornata, gli hanno permesso di conoscere la realtà e, soprattutto, si rende conto che (per un periodo di tempo che ancora non riesce a determinare) sarà separato dai propri genitori.

Ecco perché stare da solo nella stanzetta può rendere difficile l'Addormentamento o frequente il risveglio notturno. In questi casi è bene far sentire il bambino al sicuro; una lucina notturna accesa, una favola letta prima di addormentarsi, l'orsacchiotto di peluche e tanti piccoli rituali che rendono il momento di andare a letto una piacevole abitudine possono aiutare il bimbo a sentirsi 'meno solo' e faciliteranno di certo il sonno.

Verso i 2 anni di età accade spesso che il bambino manifesti una forte paura del buio. Questa paura è sostanzialmente dovuta all'immaginazione, allenata in questo periodo della sua vita a costruire delle storie di cui è il protagonista assoluto.

Non vi è niente di preoccupante in tutto ciò, anche se la sua fantasia lo induce a vedere i temibili 'mostri' anche nella sua stanza, solitamente nascosti sotto il letto o nell'armadio. Una tecnica utile può essere quella di aprire l'armadio o guardare sotto il letto insieme a lui, per dimostrargli concretamente che non c'è nulla che possa fargli del male; se proprio non il piccolo dovesse non convincersi, la luce accesa, anche in questo caso, e la porta della stanza aperta gli assicureranno 'una via di fuga' dagli eventuali mostri che abitano nella sua fantasia.

Sonno agitato e incubi 

Un altro motivo che ingenera nei bambini sonno agitato o risvegli notturni è sicuramente la presenza di incubi. Gli incubi vengono a 'visitare' i bambini soprattutto tra i 2 ed i 10 anni (ma non disdegnano adolescenti, giovani, adulti ed anziani).

L'incubo non è altro che una rivisitazione di un'esperienza negativa provata durante il giorno ed il bambino, in questa età, fa davvero molte esperienze nuove in grado di impressionarlo e di dare origine ad incubi.

Un litigio tra compagni, una scena osservata per strada o, più semplicemente, un cartone animato o un film violento visto in TV possono produrre gli incubi notturni. Una volta sveglio, timoroso che l'incubo ritorni appena richiude gli occhi, il bambino non riesce più ad addormentarsi. In questo caso basterà coccolarlo un po', fargli capire che non c'è nulla di reale in quello che ha sognato, che a casa è al sicuro e che i suoi genitori sono lì a proteggerlo.

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2021
4 minuti di lettura

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