La differenza di età in amore

la differenza di eta in amore
Scritto da:
Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica

Quello dell'amore tra partner con molta differenza di età è un fenomeno psicologico con importanti risvolti sociali. Intervista alla Prof.ssa Grazia Aloi, Specialista in Psicologia, Psicoterapia e Sessuologia.

Il fenomeno

Che c'è da dire se un/una sessantenne si mette con un/una trentenne? Assolutamente nulla sul piano concreto. Per quello psicologico, insomma... E poi non è neppure vero che sul piano concreto non ci sia nulla da osservare, perché l'ordine naturale delle cose vorrebbe che la società fosse portata avanti con coerenza anche per la questione delle nascite e degli investimenti sociali.

Il ruolo della responsabilità e della libertà individuale

Quale progettualità può essere consapevole e responsabile per una coppia in enorme disavanzo d'età? Il disavanzo d'età quasi certamente comporta in sé una carenza e una immaturità psico-affettiva non indifferente al punto da stravolgere parecchi equilibri. Ad ogni modo, la libertà di fare ciò che si vuole, purché non si leda quanto normato pone i soggetti in questione non condannabili dalla Legge, assolutamente no; però rispetto alla 'legge' psicologica non possono non essere soggetti di osservazione interessante (anche se legge non è, quella psicologica, ma interpretazione), perché è cosa pertinente osservare i significati dei fatti di vita, ossia di costume.

Per pura esemplificazione parliamo del rapporto amoroso del 'padre' con la 'figlia', anche perché più frequente, ma il discorso nulla ha in meno rispetto alla situazione opposta 'madre' con 'figlio', ossia donna matura con ragazzo giovane.

La psicologia del soggetto immaturo-psicoaffetivo

Chi è psicologicamente l'uomo sessantenne che si mette in relazione sentimentale con una ragazza di trent'anni e chi è psicologicamente una ragazza di trent'anni che si mette con un sessantenne? Di certo, la prima ed immediata risposta - sempre sul piano psicologico - è che si tratta di soggetti immaturi dal un punto di vista psico affettivo.

In genere, si tratta di uomini sposati o stabilmente accoppiati da tempo con scarsa consapevolezza dell'impegno d'amore e di ragazze, giovani donne senza nessuna importante e duratura relazione alla spalle: un soggetto immaturo psico affettivo non può entrare definitivamente e totalmente nella 'vecchiaia' (tra virgolette perché non si parla di età anagrafica) della sua relazione, magari un tempo e tuttora valida sotto parecchi aspetti, senza la sperimentazione della 'nuova vita', speranzosa di vitalità e vigore. E d'altra parte (per la trentenne) se non si è in grado di stare in una relazione alla pari, non resta che la comprensione dell'uomo maturo che tanto 'ricercata' fa sentire.

Questo in primissima battuta semplicistica: l'uomo maturo cerca linfa e la ragazza cerca palcoscenico. E comunque per entrambi è una seduzione irresistibile (per il tipo di persone) solo per il fatto di essere scelti: un sessantenne si sente ringiovanito solo per il fatto di essere considerato dalla giovane e la giovane si sente affascinante solo per essere scelta al posto della compagna abituale o idonea. L'età non conta più, ciò che prende il sopravvento è la seduzione e la fascinazione in cui entrambi cadono reciprocamente senza nessuna considerazione per altro.

Le auto giustificazioni

In un ordine sparso di pseudo auto-giustificazioni, viene la voglia di rinnovarsi da una parte e la voglia di essere capiti e protetti dall'altra, più altre spiegazioni che ogni soggetto interessato dà e si dà per rappacificarsi con gli occhi degli altri e con i propri. E fin qui tutto abbastanza bene, ma andiamo appunto a conoscerli meglio, senza avanzare nessun giudizio e senza alzare nessun indice,  osservando le spinte inconsce e consce che portano a questi comportamenti.

Da un punto di vista inconscio, queste persone hanno abbassato la guardia rispetto alle funzioni dell'Io Mediatore e del Super-Io normativo, oppure - per qualsiasi motivo - hanno sempre avuto una debolezza di queste due istanze; in ogni caso, la funzione del desiderio libidico (l'Es psicoanalitico, il propulsore del piacere immediato e non mediato) prende il comando e non presenta la situazione alla ragionevolezza mentale, offuscando tutto con il desiderio di voler a tutti i costi l'innamoramento acritico.

Il bisogno di 'amore insolito' e le ragioni per cercarlo

Perché ci si mette in quella situazione, ossia quella di potersi innamorare di una figura così tanto lontana dall'età anagrafica e dunque (presumibilmente) mentale? Si tratta ancora una volta di chiamare in causa l'inconscio che ha messo da parte frustrazioni o gratificazioni infantili eccessive (da un punto di vista del rimosso l'eccesso di frustrazioni o di gratificazione produce lo stesso effetto) per farle poi esplodere nell'età delle grandi decisioni: da una parte, l'adulto che deve decidere 'come' e se vuole affacciarsi alla terza e passa età e, dall'altra, del giovane che deve decidere che fare e come investire il suo futuro.

L'indecisione, dovuta a più fattori - sociali ed economici compresi, fa sì che si perda la testa, non tanto per l'altro quanto per la pianificazione del futuro. Mariti o mogli ben adulti di età e di esperienze di convivenza hanno così lo scoppio di complessi irrisolti rispetto alle figure genitoriali, in barba ad esempio al fatto che magari hanno figli della medesima età della nuova persona 'scelta' e viceversa ragazzi che hanno padri e madri della stessa età della nuova 'scelta'.

'Scelta' tra virgolette perché criticamente non è una scelta, ma lo è in modo irrazionale giustificata razionalmente da ogni singola motivazione soggettiva fatta passare per buona psicologicamente, come già detto. Ma chi, passata e risolta questa esperienza, può dire che si è trattato di qualcosa di ragionevole e di maturo? Di bello e gratificante magari sì.

Vi sono poi motivi legati alla qualità di vita emozionale, per cui ristrettezze emotive portano a sfilacciare le corde dei freni del pudore e quindi ci si lascia andare senza più tanti complimenti, mandando al diavolo di buon grado convenzioni, buon senso e capacità di mantenersi nei canoni del giudizio. In entrambi i casi, e nei numerosi altri che si potrebbero citare, chi prevale è, come detto, lo spirito di sopravvento dell'istintualità che non trova ostacoli a protezione della non attuazione della sua espressione concreta; cioè: “lo voglio e lo faccio senza pensarci”.

Nessuna istanza riesce a fermare o perché assente o perché indebolita o perché il desiderio di contravvenire è troppo forte da stravolgere anche le più miti (in apparenza) persone. Sì, perché a volte la mitezza oscura una forte aggressività proprio pulsionale, una impossibilità a godere delle cose possibili al momento giusto: un po' come una persona perennemente a dieta che dopo tanti 'sacrifici' voluti in nome di una sua motivazione indiscussa si rivoltasse contro ogni suo divieto e si lasciasse andare come e dove non dovrebbe (per la sua sanità, soprattutto).

Complessi affettivi irrisolti, genitori esagerati in concessioni o in divieti, sofferenze e ristrettezze emotive e di godimento, incapacità psicologica di stare nel proprio solco (la cui fuoriuscita porta, anche etimologicamente, al delirio), abbandono della stabilità psicologica a causa di una labilità magari anche momentanea, sono tra i motivi che portano alla situazione descritta.

Tutto quanto presentato si risolve dunque nella inadeguatezza delle funzioni egoiche dell'Io e super-egoiche del Super-Io, inadeguatezza che sfocia in caratteristiche psicologiche di personalità particolari. Esistono poi ragioni altre per mettersi in situazione di amore insolito, come quella di rivendicatività verso qualcuno (l'antica immagine interiorizzata del genitore) per cui - per fargliela in qualche modo pagare - ci si butta nell''incesto' divenuto lecito dalla permissività offerta dalla estraneità; la differenza d'età dice apertamente, ma non costituisce problema alcuno anzi è fonte di grande soddisfazione: finalmente si fa fuori quel padre o quella madre che non si è riusciti a far 'morire' in alcun modo e finalmente si ha la supremazia su quel figlio così tanto testardo da rovinare il legame genitoriale!

Finalmente si lasciano andare per i loro destini genitori e figli introiettati. Santa provvidenza riparatrice di vecchie questioni irrisolte! L'inconscio è proprio duro ad andare a riposo e non si acquieta fintanto che non ha avuto la soddisfazione che cerca: mettersi in una situazione di amore insolito dà, a chi la cerca e la vive, tanta soddisfazione (generalmente provvisoria, ma sufficiente per un godimento impetuoso).

Il tipo di personalità

Non esiste equivalenza o assioma tra personalità psicologicamente inadeguate e scelta di amori insoliti, nel senso che è possibile (e dunque probabile) che ciò avvenga ma non necessariamente si mette in atto, così come invece succede per altre manifestazioni sintomatiche della personalità che andremo a descrivere. Infatti, la situazione di amore insolito di per sé non è un Sintomo, esso è - ripeto per maggiore chiarezza - una scelta non criticata e non processata da un punto di vista mentale per offuscamento psicologico.

Procedendo nell'analisi più approfondita delle caratteristiche personologiche, chi perde il senso delle cose comuni in genere è un soggetto narcisista per sua natura (e suoi motivi) che, improvvisamente, passa attraverso una fase depressiva importante che sarebbe degna di attenzione se colta o voluta essere considerata; infatti, molto spesso il primo segnale è proprio il non volersi accorgere dello stato depressivo che avanza, anche nei giovani, come a non volerne sapere di osservare che qualcosa sta cambiando.

Essere narcisisti implica una propensione a non considerare granché l'altro nella relazione, pertanto si prende e si lascia quando fa comodo, senza tanti preamboli e pensamenti di sorta. La persona narcisista non valuta le conseguenze delle sue azioni se decide di non valutarle e questo avviene a qualunque età, fino a poter sfociare, in situazioni piuttosto serie, nella psicopatia distruttiva.

L'aspetto depressivo e altre cause

Un soggetto (giovane o anziano) se presenta tratti di forte personalità narcisistica in versione depressiva è incapace di star dentro alle situazioni 'convenzionali' come quelle ad esempio legate all'età, per cui si invecchia (ossia si lascia la giovinezza e l'età adulta) o si diventa adulti (ossia si lascia la fanciullezza e la giovinezza) senza poterlo accettare e, dunque, si compiono azioni atte a dimostrare che si è più forti dell'ordine delle cose. Il risultato è un indebolimento, anziché un rafforzamento, della personalità che diventa gioco di se stessa nelle manifestazioni acritiche.

L'aspetto depressivo porta a rompere tutti gli equilibri esistenti che perdono sia di consistenza che - soprattutto - di valore e, pertanto, possono essere distrutti senza rimpianti immediati, salvo poi rammaricarsi e pentirsi se si ha la possibilità di rientrare negli schemi della 'normalità'. Ancora a carico dell'aspetto depressivo responsabile di tali azioni, si può aggiungere che probabilmente potrebbe essere legato ad una serie di gelosie e invidie mai prese in considerazioni per quelle che erano ma messe da parte nel cestino di ciò di cui non ci si vuole occupare. Così come pure le carenze di autostima e di possibilità di governare i mutamenti naturali che la vita ci impone: una sorta di Impotenza psicologica davanti al più forte, rappresentato dall'evento naturale.

In conclusione, rompere con la 'normalità' affettiva compatibile con l'elemento di parità generazionale comporta, tra gli altri fattori, quello dello stato depressivo non riconosciuto dal quale si pensa di poter uscire cambiando 'vita'. Per di più la libertà di costumi, sacrosanta per alcuni versi, dà liceità a parecchio e, dunque, parecchio è accettato, compresa una pressoché legittimazione degli amori insoliti e sempre meno si sente dire: “È sua figlia?” sapendo già che in alcune situazioni la risposta sarebbe: “No, è la mia nuova compagna”.

 

 

10/07/2015
18/09/2013
Psicologia Interviste Salute mentale
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Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica