Pesce e frutti di mare rimangono – nonostante l’inquinamento dei nostri mari - una componente importante in una dieta sana ed equilibrata.

Questo perché sono alimenti ricchi di proteine di alta qualità e di acidi grassi omega-3. Ciò su cui bisogna stare all’erta è l’inquinamento da mercurio di cui sono vittime molte specie marine perché, mangiando quel pesce, il mercurio passa nel nostro Sangue e per tornare a livelli normali potrebbe passare anche un anno. Per questo stesso motivo si consiglia alle donne che stanno cercando di rimanere incinte o a quelle già in gravidanza, di evitare il pesce spada e prediligere, invece, pesci di piccola taglia come merluzzo, salmone, sardine e gamberi, e in generale il pesce azzurro cioè tutte specie a basso contenuto di mercurio.
Esistono, poi, una serie di integratori per supplire alla necessità di una maggiore quantità di acidi grassi omega-3. Ad esempio l’ovega-3s deriva da un ceppo di alghe che producono naturalmente elevate quantità di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).
Purtroppo, del resto, le pratiche di pesca intensiva industriale hanno spazzato via alcune specie di pesce prima di aver avuto la possibilità di ripopolare quello stesso gruppo animale e - in molti casi, seppure involontariamente - hanno contribuito ad uccidere anche altre specie marine. Il caso più eclatante è quello delle tartarughe di mare, ridotte ormai a pochi esemplari. Per non parlare del fatto che la transizione verso l'acquacoltura, dove i pesci sono allevati in ambienti confinati (come gli allevamenti intensivi di maiali, mucche e polli), ha la sua Ricaduta ambientale.
Secondo il “Mangrove Action Project” si stima che tre milioni di ettari di importanti zone umide costiere, tra cui quelle a mangrovie, sono già stati persi per fare spazio a stagni artificiali di gamberetti.