27-06-2016

Rifiuto del pesce e disfagia. Problema gastrico?

Gentile dottore, mia sorella anni 55 da alcuni mesi sente qualcosa in gola. Dopo un episodio traumatico: rischia quasi di soffocare perché il cibo le rimane incastrato in gola e fuoriesce dalla bocca bava, esegue una laringoscopia. Nulla in gola. L'otorino prescrive cura con esomeprazolo. Dopo due mesi di cura con lieve miglioramento, riprendono i disturbi: acidità, bocca amara, eruttazioni continue e uno strano e persistente rifiuto del pesce.

La disfagia è lieve, ma si limita a mangiare per paura che si ripeta l'evento traumatico. Ora, dopo più di sei mesi, insisto perché faccia una gastroscopia. Non vuol saperne, sostiene che passerà. Sinceramente, sono molto preoccupata. La vedo stanca e sofferente. So che lei mi consiglierà, come medico, di eseguire una gastroscopia, oramai esame quasi di routine, ma vorrei capire fino a che punto la situazione è degna di particolare attenzione. Gentilmente, mi faccia capire di cosa potrebbe trattarsi così da essere più determinata con mia sorella e non farle perdere ancora tempo, magari prezioso! Grazie mille!
Risposta
Gentile utente,
dato il persistere dei sintomi, più di sei mesi, a quanto lei riferisce, e l'aspetto stanco e sofferente della sorella direi che la prudenza impone l'effettuazione di alcuni accertamenti, comprendenti non solo la gastroscopia, cui lei accenna, ma anche un controllo ecografico ed ematochimico.
In considerazione della storia da lei riportata, pur con tutti i limiti di un consulto a distanza, si potrebbero ipotizzare sofferenze a carico non solo delle primo tratto del tubo digerente,ma anche di fegato, cistifellea e pancreas. Magari può essere solo una situazione funzionale, vale a dire senza evidenti danni d'organo, ma senza dubbio,a questo punto, una indagine approfondita mi sembra di fondamentale importanza.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani
TAG: Gastroenterologia
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