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Additivi alimentari: sono pericolosi per la salute?

Additivi alimentari: sono pericolosi per la salute?

La maggior parte degli additivi alimentari utilizzati è sicura. Un discorso a parte va invece fatto per i nitrati e i nitriti.

Sentiamo spesso parlare di additivi e conservanti nei prodotti alimentari e dei possibili rischi per la salute. Ma quanto c’è di vero e come è possibile difendersi dai pericoli?

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro - AIRC ha fatto il punto sulla questione ed ecco quali sono le conclusioni a cui è giunta. La maggior parte degli additivi è composta da sostanze innocue, come Vitamine (ad esempio la vitamina C, ascorbato), antiossidanti naturali come licopene e antocianine, amminoacidi o addensanti come la pectina.

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha autorizzato l’impiego in ambito alimentare di circa tremila molecole che in gran parte vengono usate proprio in ambito alimentare. In Europa, gli additivi vengono autorizzati dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e gli additivi autorizzati sono identificati dalla lettera E seguita da un numero.

Gli additivi autorizzati, dunque, non sono pericolosi per la salute. L’unica eccezione riguarda i nitrati e i nitriti che vengono aggiunti alle carni lavorate e agli insaccati come conservanti (sono molto efficaci per prevenire la formazione del batterio Clostridium botulinum responsabile del botulismo) e che possono subire alcune modificazioni (ad esempio in fase di cottura) che li convertono in sostanze cancerogene, come le N-nitrosammine.

Infatti l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i nitrati e i Nitriti ingeriti nell’elenco delle sostanze “probabilmente cancerogene per gli esseri umani” e l’Italia ha fissato come limite massimo di nitrito ammissibile 150 milligrammi per chilogrammo di prodotto alimentare.

Per questa ragione, spiegano gli esperti dell’AIRC, è consigliabile limitare il consumo di carne e insaccati in favore di una maggiore quantità di frutta e verdura che contengono sostanze capaci di inibire la formazione delle nitrosammine, come gli antiossidanti e vitamine.

Leggi anche:
Il botulismo è un'intossicazione alimentare molto pericolosa per l'uomo. Le conserve sono gli alimenti più a rischio di contaminazione.
Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2021
2 minuti di lettura
Commento del medico
Dr.ssa Bonaventura Donatantonio
Dr.ssa Bonaventura Donatantonio
Specialista in Nutrizione e Scienze dell'alimentazione e Biologa Nutrizionista

Gli additivi alimentari sono sostanze di origine naturale o sintetica prive di potere nutritivo, deliberatamente aggiunte ai prodotti alimentari per prolungarne la conservazione o migliorarne le caratteristiche organolettiche, per svolgere determinate funzioni tecnologiche, ad esempio per colorare, dolcificare o conservare. Entrano a far parte della composizione degli alimenti e vengono consumati con essi.

Il Reg.CE 1333/2008 definisce additivo alimentare "qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell’imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti".

Secondo il Food & Nutrition Board degli Stati Uniti l’additivo alimentare è definito come "qualsiasi sostanza, o miscela di sostanze, diversa dagli alimenti di base, che si ritrovi nell'alimento pronto per il consumo a seguito dei vari trattamenti connessi con la produzione, la lavorazione, la conservazione ed il confezionamento dello stesso".

L’aggiunta di additivi rappresenta un'esigenza tecnologica conseguente all’evoluzione industriale, al mutare delle abitudini alimentari, che hanno enormemente influenzato il ciclo produttivo e distributivo degli alimenti, anche se il loro impiego ha origini antiche.

Già in epoca pre-industriale si utilizzavano metodi di conservazione degli alimenti quali:

  • salatura delle carni e del pesce;
  • aggiunta di succo di limone a frutta e verdura per evitarne l’imbrunimento;
  • impiego di aceto nella preparazione di conserve vegetali;
  • aggiunta di salnitro nelle carni insaccate;
  • solfitazione dei mosti e dei vini.

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